Politica - 08 novembre 2026, 11:00

Monaco alla COP17 di Erevan: il bilancio finale tra nuove decisioni e tutela della biodiversità

La conferenza si è conclusa con circa 50 decisioni e nuovi impegni finanziari per quasi 2 miliardi di dollari. Il Principato conferma le proprie priorità ambientali in vista del 2030

Céline Caron-Dagioni © IISENB - Mike Muzurakis

Céline Caron-Dagioni © IISENB - Mike Muzurakis

Si è conclusa a Erevan, in Armenia, la 17ª Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica (COP17), alla quale il Principato di Monaco ha partecipato ribadendo il proprio impegno per la protezione delle specie, il ripristino degli ambienti naturali e il rafforzamento della cooperazione internazionale.

A quattro anni dall'adozione del Quadro mondiale per la biodiversità di Kunming-Montréal, approvato nel 2022, la conferenza, organizzata sotto lo slogan "Agire per la natura", ha rappresentato un'importante occasione per valutare i progressi compiuti nell'attuazione degli impegni internazionali e individuare le azioni necessarie per raggiungere gli obiettivi previsti entro il 2030.

Tra le priorità figura la protezione di almeno il 30% delle aree terrestri e marine. Le due settimane di negoziati si sono concentrate soprattutto sull'accelerazione degli interventi, sulla mobilitazione di finanziamenti sostenibili e sul rafforzamento della cooperazione tra i Paesi.

Nel corso della conferenza, le Parti hanno adottato un piano d'azione denominato "The Yerevan Pathway", finalizzato ad accelerare, entro il 2030, l'attuazione dei 23 obiettivi del Quadro mondiale per la biodiversità. Il documento invita gli Stati a riformare i sussidi dannosi per la natura, a integrare maggiormente la biodiversità nelle decisioni di bilancio e a rafforzare il sostegno finanziario, scientifico e tecnico ai Paesi in via di sviluppo.

I lavori si sono conclusi con l'adozione di circa 50 decisioni, riguardanti in particolare la biodiversità marina e costiera, le aree protette e le specie esotiche invasive. Sono state inoltre approvate le linee guida di Sevan, che definiscono il funzionamento del nuovo organismo permanente incaricato di rafforzare la partecipazione dei popoli indigeni e delle comunità locali alle attività della Convenzione.

Sul piano finanziario, i nuovi impegni annunciati a Erevan a favore della biodiversità ammontano a quasi 2 miliardi di dollari.

La delegazione monegasca, composta da Céline Impagliazzo, della Direzione delle Relazioni Estere e della Cooperazione, e da Raphaël Simonet e Ludovic Aquilina, della Direzione dell'Ambiente, ha partecipato attivamente ai negoziati.

I rappresentanti del Principato hanno seguito in particolare le discussioni sulla biodiversità marina e costiera, sulle aree protette e sulle interazioni tra biodiversità e cambiamento climatico. Hanno inoltre preso parte ai lavori dedicati alla mobilitazione di finanziamenti pubblici e privati a sostegno dei Paesi maggiormente vulnerabili alle sfide ambientali, tra cui i piccoli Stati insulari in via di sviluppo.

La partecipazione di Monaco è stata segnata anche dalla presenza di Céline Caron-Dagioni, Consigliere di Governo-Ministro delle Infrastrutture, dell'Ambiente e dell'Urbanistica, alla sessione di alto livello organizzata il 27 e 28 ottobre.

In questa occasione, il Ministro ha riaffermato l'impegno del Principato nell'attuazione del Quadro mondiale per la biodiversità di Kunming-Montréal, richiamando in particolare l'aggiornamento della Strategia nazionale per la biodiversità entro il 2030 e le iniziative dedicate alla conservazione degli ecosistemi terrestri e marini.

A margine della conferenza, Céline Caron-Dagioni ha inoltre incontrato la direttrice generale dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (UICN), Gretel Aguilar, organizzazione che collabora da lungo tempo con Monaco nella protezione delle specie e degli ambienti naturali.

Un ulteriore incontro si è svolto con Rafael Benitez, direttore dei Diritti sociali, della Salute e dell'Ambiente presso il Consiglio d'Europa. Il colloquio, inserito nel quadro della presidenza monegasca del Comitato dei Ministri, si è concentrato sui rapporti tra tutela dell'ambiente e diritti umani.

Conclusa la COP17, il Principato intende proseguire il proprio impegno per la conservazione e il ripristino della biodiversità, sia a livello nazionale sia internazionale.

Sul territorio monegasco, le prossime azioni comprenderanno il proseguimento dell'aggiornamento della Strategia nazionale per la biodiversità entro il 2030, lo sviluppo di interventi di rinaturalizzazione urbana e il ripristino degli habitat naturali.

Monaco conferma così la volontà di contribuire agli sforzi internazionali per contrastare la perdita di biodiversità e raggiungere gli obiettivi ambientali stabiliti per il 2030.

Redazione

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