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Eventi | 12 ottobre 2026, 10:00

Antibes si prende la strada: così la street art ridisegna la città

Dal 17 al 31 ottobre torna Coul’Heures d’Automne, il festival internazionale di arte urbana che porta murales, performance e artisti da Francia e dall’estero negli spazi quotidiani della città

Antibes, Coul’Heures d’Automne

Antibes, Coul’Heures d’Automne

Dimenticate per qualche giorno i musei e le gallerie. Ad Antibes l’arte esce dai luoghi tradizionali, invade muri, facciate e strade e si mette sotto gli occhi di chi passa.

Dal 17 al 31 ottobre la città torna a essere un grande laboratorio di arte urbana con la settima edizione di Coul’Heures d’Automne, manifestazione nata nel 2020 e diventata in pochi anni uno degli appuntamenti più riconoscibili della scena street art della Costa Azzurra.

Non è soltanto una successione di murales. Il festival punta infatti sulla trasformazione dello spazio pubblico e sul rapporto diretto tra artisti e cittadini. Le opere vengono realizzate davanti al pubblico, nei luoghi della vita quotidiana, cambiando progressivamente il volto di strade e quartieri.

Una formula che ha consentito alla manifestazione di costruire negli anni un vero museo a cielo aperto, senza biglietti d’ingresso né porte da attraversare.


I numeri raccontano la crescita del progetto: nelle sei precedenti edizioni sono stati realizzati 189 interventi, per complessivi 8.685 metri quadrati di superfici dipinte, con 134 artisti provenienti da 19 Paesi.

Per l’edizione 2026 saranno otto i protagonisti internazionali: Ador, Nadège Dauvergne, Difuz, Piero, Debza, Kogaone, Jordan Harang e Gomad.

Una squadra che riunisce linguaggi e sensibilità differenti e che porterà nuovi interventi in diversi punti di Antibes, da rue de l’Église a boulevard Général Vautrin, da rue Vauban a boulevard du Val Claret, fino ad avenue Philippe Rochat, Voie Lyan e rue Henri Laugier.

Tra gli appuntamenti più attesi torna il M.U.R. d’Antibes, in rue Miquelis-Raybaud, davanti alla scuola Guynemer. La superficie di 18,2 metri quadrati viene periodicamente affidata a un artista diverso e diventa così una sorta di manifesto in continuo cambiamento della manifestazione.

Quest’anno sarà Nadège Dauvergne a realizzare la nuova opera, dal 21 al 25 ottobre, sotto la direzione artistica dello storico dell’arte e curatore Cyrille Gouyette.

L’arte urbana entrerà anche negli spazi de La sChOOL, dove sarà riproposta la mostra Ici, des artistes ont fait le mur, con opere di Chloé Bernard, Harry James, Indy Saki, G11, Jules Renard e Olivier Plisson, sei esponenti della scena urbana regionale.

Il programma non si fermerà alle pareti dipinte. Sono previsti incontri con gli artisti, laboratori, proiezioni e visite guidate alla scoperta delle opere disseminate nel centro cittadino.

Il 24 ottobre, alla Médiathèque Albert Camus, il pubblico potrà incontrare Nadège Dauvergne e assistere alla proiezione del film C’est assez bien d’être fou, realizzato da Antoine Page.

E poi ci sarà una presenza destinata a muoversi letteralmente dentro la città: una nuova opera mobile di Ma2thieu Long, che dal 17 ottobre porterà la street art anche fuori dai suoi abituali supporti.

È la naturale evoluzione di un festival che negli anni ha sperimentato formule diverse. Nel 2025, per esempio, Coul’Heures d’Automne aveva portato grandi interventi all’interno del Centre Hospitalier d’Antibes, trasformando anche un luogo normalmente estraneo ai circuiti dell’arte contemporanea in uno spazio di creatività.

Adesso la manifestazione torna a diffondersi nel tessuto urbano. E proprio qui sta la sua forza: non chiedere al pubblico di andare a cercare l’arte, ma fare in modo che sia l’arte a farsi trovare.

Ad Antibes, per due settimane, potrebbe bastare cambiare strada per imbattersi in un nuovo colore, in una nuova figura, in un muro che fino al giorno prima era soltanto un muro.

Beppe Tassone

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