(Adnkronos) - La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dice no alla richiesta dei magistrati della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro delle Vedove e il ristoratore Mauro Carocciae scatta la protesta.
Il Movimento 5 Stelle al Senato ha occupato i banchi del governo. I senatori pentastellati hanno esposto in aula i cartelloni "Fuori le chat". La presidente di turno Mariolina Castellone ha sospeso la seduta.
Poco prima di occupare i banchi del governo, è intervenuto in aula il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Madama, Luca Pirondini. "Il gruppo del Movimento 5 Stelle non voterà questo emendamento perché stamattina la Giunta per le autorizzazioni a procedere, ovvero questa maggioranza, ha votato per negare alla procura le chat tra l'ex sottosegretario Delmastro e una persona coinvolta con la camorra. Per noi oggi i lavori finiscono qui. Il Movimento 5 Stelle non prosegue i lavori. Perché non si può domenica scorsa andare a commemorare Paolo Borsellino e oggi negare che la procura di Roma possa acquisire le chat tra un ex sottosegretario, avvocato della presidente del Consiglio e una persona collegata con la camorra. Questo governo sta aiutando la mafia e non si può continuare a lavorare come se nulla fosse. Occupiamo l'aula e i banchi del governo".
"Le Giunte delle autorizzazioni di Camera e Senato sono diventate organi scudificio per i politici del centrodestra, la maggioranza respinge qualsiasi richiesta dei magistrati a prescindere da ogni valutazione di merito. Devono solo proteggere se stessi. Dovendo trovare degli argomenti di facciata, si nascondono, come oggi sul deputato Delmastro, dietro argomentazioni infondate come una presunta genericità della richiesta della procura di Roma. La verità è che la procura ha affermato che le comunicazioni tra Caroccia e Delmastro sono indispensabili per capire se, come si ipotizza, i Caroccia nel ristorante in cui erano in società con Delmastro riciclassero denaro per conto del clan Senese", dichiarano le componenti del M5s nella Giunta delle autorizzazioni della Camera Enrica Alifano, Carla Giuliano e Daniela Torto.
"Parliamo di accuse e contesti mafiosi spaventosi - aggiungono - da un ex sottosegretario alla giustizia ci aspettavamo che lui per primo mettesse a disposizione di tutti la messaggistica, essendo stato il massimo custode della Giustizia italiana dietro il ministro Nordio. Invece no, Delmastro fa parte di una coalizione politica che protegge se stessa e il suo potere sempre e comunque, costi quel che costi. Ieri, insieme al presidente Conte, abbiamo lanciato una sfida a Giorgia Meloni. Lei oggi quella sfida l'ha persa, scegliendo di fare da scudo a Delmastro, proprio come ha fatto con Santanchè".
"Si proclamano paladini della giustizia a parole, ma nei fatti impediscono e ostacolano il lavoro della magistratura - dichiara il deputato del Partito democratico Federico Gianassi - È questo il volto della maggioranza, che oggi in Giunta per le autorizzazioni della Camera ha respinto la richiesta di utilizzo delle chat dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta bisteccheria d’Italia. Una decisione di estrema gravità, che ostacola lo svolgimento delle indagini anche nei confronti di soggetti a quali sono contestati reati gravissimi aggravati dall’agevolazione mafiosa. Giorgia Meloni aveva promesso che non avrebbe coperto nessuno e che non ci sarebbero più state zone d’ombra nell’operato dei suoi. Oggi, invece, dimostrano di fare esattamente il contrario: continua a coprire i propri compagni di partito, anche a costo di indebolire il lavoro della magistratura".













