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Altre notizie | 10 novembre 2020, 07:00

“Il Tunnel del Tenda è condannato”, il prefetto commissario della ricostruzione a tutto campo su strade e ferrovia Cuneo – Nizza

In un’intervista rilasciata a Nice Matin affronta la questione dei trasporti. Qualche spiraglio per la totale riapertura (a metà febbraio) della linea ferroviaria, tempi lunghi per il traffico veicolare. La ricerca dell’interlocutore italiano

Il Tunnel di Tenda dopo la tempesta Alex

Il Tunnel di Tenda dopo la tempesta Alex

Il nome Xavier Pelletier ai più non dice “ancora” nulla, eppure è la persona che ha nelle mani il destino non solo della ricostruzione della Valle Roya, ma anche dei trasporti del Sud Piemonte diretti verso l’Ovest della Liguria e il Sud est della Francia.

In pratica questo funzionario, 52 anni, studi alla prestigiosa École Nationale d'Administration, quella che prepara la classe dirigente francese (meglio evitare i dilettanti allo sbaraglio…), fino a poche settimane fa direttore generale della Camera di Commercio di Lione ed ora nominato Prefetto dal Consiglio dei Ministri, è la persona deputata a decidere i tempi e i passi della ricostruzione.

In una lunga intervista, la prima da quando ha assunto la delicata funzione, rilasciata a Nice Matin, Xavier Pelletier ha affrontato anche due argomenti “sensibili” per una bella porzione di Piemonte che alla Strada Dipartimentale della Valle Roya, ora interrotta anche dalla frana che si è portata via i tornanti dopo il tunnel del Tenda, guarda con comprensibile preoccupazione.

E il Prefetto è stato “trançant” almeno per quanto concerne la questione “galleria”.
Il tunnel é condannato?” chiede l’intervistatore e la risposta lascia pochi spazi: “A questo punto sì. Un'intera parte della montagna è crollata e i lavori della seconda galleria sono ovviamente interrotti. Ci saranno lavori faraonici da intraprendere”.

Sui tempi e sulle soluzioni alternative l’intervistatore è alquanto esplicito: “Era già mal avviato, dovremmo considerare un'altra soluzione rispetto al Tunnel di Tende tra dieci, quindici, vent'anni?”.

La risposta allontana le ipotesi alternative quali laLimone – Vievola”, un traforo di circa cinque chilometri che eviterebbe i tornanti da entrambi i versanti: “No. Dobbiamo riprendere il dialogo con gli italiani su questo argomento. Guardare come ricostruire l'ingresso del tunnel sul lato francese. E ripensare il rapporto franco-italiano sulla linea ferroviaria, la gestione delle alluvioni, degli incendi boschivi”.

Tempi che si allungano, dunque, alla ricerca di interlocutori che, se in Francia hanno quale riferimento il Prefetto – Commissario per la ricostruzione, in Italia potrebbero perdersi fra mille rivoli di competenze (o di incompetenze...), senza una certezza immediata sulle scelte da operare.

Dove invece le cose sembrano volgere al meglio è quanto riguarda il capitolo ferrovia, la tratta Cuneo – Nizza che, al momento, funziona in due segmenti, da Cuneo a Tende e da Saint Dalmas a Nizza.
Quando tornerà in funzione il Train des Merveilles tra Tende e Saint Dalmas, si parla di metà febbraio?”.
“Questo è il programma SNCF a questo punto. Ma ogni giorno dico loro che dobbiamo accelerare questo lavoro. Occorre lavorare di notte, nei fine settimana. È complicato per loro. C'è un conflitto di utilizzi, il traffico passeggeri e quello che trasporta cibo e fieno, su una linea che merita di essere ammodernata. Dobbiamo riuscire ad articolare meglio e andare veloci”.
Intanto la riapertura della linea tra Cuneo e Tende consente di rifornire l’alta valle, di fatto isolata dalla Francia, di cibo e carburante oltre a permettere il transito delle persone. E’ intervenuta anche la controllata di SNCF (Captrain Italia) e sotto questo profilo le cose sembrano procedere più velocemente.

Per quanto riguarda La Brigue, l’altro villaggio isolato, è stata riaperta una pista, la Piste l’Amitié, che collega il paese a Rialdo, in Liguria.

Il Prefetto su questo commenta in modo molto realistico: “Non è perfetta, ma può essere utilizzata finché non nevica. È l'ossigeno degli abitanti della valle che lo usano per andare in Italia. Il problema è che non abbiamo cinquanta percorsi! Al tunnel di Tende le strade di accesso all’Italia sono crollate. Anche lì è uno spettacolo di terribile desolazione”.

A questo punto, almeno sul versante strade tra Italia e Francia non si può proprio dire che sia l’ottimismo a prevalere.




Beppe Tassone

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