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Nizza | 17 ottobre 2026, 07:00

MAMAC di Nizza, il museo riapre a fine anno. Ma il cantiere resta un rebus

Dopo due anni e mezzo di chiusura, Eric Ciotti annuncia il ritorno del pubblico entro dicembre. Ma tra lavori mai partiti, ritardi e polemiche con Christian Estrosi, resta da capire come sarà possibile riaprire senza completare la ristrutturazione

Il Mamac nel progetto originario del suo rifacimento

Il Mamac nel progetto originario del suo rifacimento

A Nizza, il MAMAC, il Museo d’Arte moderna e contemporanea che custodisce alcune delle opere simbolo della città, potrebbe tornare ad accogliere i visitatori entro la fine dell’anno. 

L’annuncio del sindaco Eric Ciotti, pronunciato il 12 ottobre in Consiglio comunale, riapre però una questione che va ben oltre il calendario: che cosa è successo al progetto di ristrutturazione e in quali condizioni riaprirà l’edificio?

Il museo, inaugurato nel 1990 e chiuso il 7 gennaio 2024, avrebbe dovuto affrontare un intervento radicale, destinato a rinnovarne gli spazi e ad ampliarne la superficie espositiva. Il patrimonio, circa 1.400 opere di oltre 300 artisti, comprende lavori di Yves Klein, Arman, César e Niki de Saint Phalle, protagonisti dell’arte del Novecento e della cosiddetta Scuola di Nizza.



Il progetto fermo e lo scontro politico
La chiusura era stata programmata per quattro anni. Il progetto, promosso durante il mandato di Christian Estrosi e collegato alla trasformazione della Promenade du Paillon, prevedeva anche un ampliamento di circa 600 metri quadrati. 

Ma le difficoltà legate alla progettazione hanno fatto slittare il cronoprogramma. L’architetto portoghese João Luís Carrilho da Graça, incaricato della riqualificazione, è stato successivamente sollevato dall’incarico e ha contestato la decisione davanti al tribunale amministrativo.

Ora Ciotti promette una soluzione diversa: riaprire gran parte del museo mentre proseguono i lavori. «Il MAMAC ha un futuro a Nizza», ha dichiarato, annunciando anche il rientro delle collezioni attualmente conservate ad Aix-en-Provence.

Una svolta che il predecessore contesta. Estrosi sostiene che le procedure per i lavori erano già state avviate e solleva dubbi sulle condizioni dell’edificio, evocando problemi di umidità e possibili criticità legate all’amianto. 

Si tratta di accuse che richiedono verifiche tecniche puntuali, ma che riportano al centro una domanda essenziale:nterventi sono stati realmente eseguiti e quali garanzie saranno offerte prima del ritorno del pubblico?



Riapertura, ma a quali condizioni?
La questione non è soltanto politica. Nel bilancio previsionale comunale per il 2026, la riqualificazione del MAMAC figurava ancora in un programma pluriennale, con la prosecuzione delle operazioni preliminari e la selezione dei soggetti incaricati del progetto.

La documentazione istituzionale indicava una riapertura nel 2029, una prospettiva ora radicalmente anticipata dall’annuncio del sindaco.

È questo il punto da chiarire: se il museo potrà riaprire entro dicembre, quali spazi saranno accessibili, quali opere torneranno in esposizione e quali lavori resteranno da completare?

Al momento non è stata comunicata una data precisa né sono stati resi noti tutti i dettagli operativi della riapertura.

Per una città che ha fatto dell’arte moderna e contemporanea uno dei propri tratti distintivi, il ritorno del MAMAC sarebbe una notizia importante. Ma la corsa a riaprire non può sostituire le risposte su sicurezza, conservazione delle opere e costi del progetto.

Dopo due anni e mezzo di porte chiuse, la vera prova sarà trasformare l’annuncio in un calendario credibile.

Beppe Tassone

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