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Business | 23 gennaio 2026, 11:30

Come rendere la casa sicura per gli anziani: interventi pratici stanza per stanza

Prendersi cura dei genitori che invecchiano è allo stesso tempo un gesto d’amore e un lavoro di progettazione: la casa deve diventare un luogo che previene le cadute e preserva l’autonomia.

Montascale per anziani e disabili: sicurezza e autonomia su misura

Montascale per anziani e disabili: sicurezza e autonomia su misura

 Intervenire prima che accada un incidente significa scegliere soluzioni semplici, scene quotidiane più serene e più sicurezza per tutta la famiglia.

Perché intervenire prima che succeda una caduta

In Italia ogni anno si registrano tra i 3 e i 4 milioni di incidenti domestici, che riguardano in modo particolare le persone anziane, con esiti che vanno da fratture a ricoveri ospedalieri e perdita di autonomia.

Circa un terzo degli over 65 cade almeno una volta nell’arco di 12 mesi. Non parliamo solo di “scivoloni”: le conseguenze possono essere fisiche (fratture, contusioni) e psicologiche, perché la paura di cadere limita i movimenti e la vita sociale, innescando un circolo vizioso di immobilità e ulteriore rischio.

Scale e bagno sono le zone più critiche, perché qui si concentrano superfici scivolose, cambi di livello, ostacoli e luci spesso non adeguate. Pavimenti bagnati o lucidati, tappeti non fissati, cavi, gradini senza contrasti cromatici e scale prive di corrimano sono fattori che aumentano la probabilità di caduta.

Organizzare gli spazi di passaggio

Il corridoio non è un “non-luogo”: è la pista più battuta per andare dal letto al bagno, dalla cucina al soggiorno. Qui l’obiettivo è ottenere il massimo possibile di linearità e luce, e ci sono molti modi per renderlo più sicuro.

Puoi partire eliminando i tappeti scivolosi o fissateli con reti antiscivolo, per poi rimuovere dagli angoli oggetti come sgabelli, cestini e vasi. I cavi elettrici non devono assolutamente ostruire i passaggi: raccoglili lungo il battiscopa o all’interno di canaline. Di notte possono essere invece utilissimi punti luce a sensore (o strisce LED a bassa intensità) lungo il percorso letto-bagno: riducono i passi al buio e non abbagliano. Anche un semplice contrasto cromatico tra soglia e pavimento aiuta a percepire i dislivelli.

Queste sono correzioni ambientali piccole ma ad alto impatto, coerenti con le raccomandazioni per ridurre i fattori di rischio domestici.

Come mettere in sicurezza il bagno per una persona anziana

Il bagno è la stanza “ad alto attrito”: acqua, sapone e superfici lisce sono una combinazione delicata. Per renderlo più sicuro:

  • Installa maniglioni verticali all’ingresso della doccia/vasca e orizzontali in prossimità del WC.
  • Usa tappetini antiscivolo sia dentro la doccia sia sul pavimento.
  • Preferisci una doccia a filo pavimento con seduta stabile (con sgabello antiscivolo o sedile ribaltabile fissato a muro).
  • Valuta un alza-water per ridurre lo sforzo nel sedersi/alzarsi.
  • Monta un miscelatore termostatico per evitare scottature e imposta la temperatura massima.
  • Assicurati che l’illuminazione sia ottimale tra lo specchio e la doccia, e segna con un bordo a contrasto il gradino d’accesso (se presente).

Questi accorgimenti rientrano tra gli interventi pratici raccomandati dall’OMS per ridurre il rischio di caduta attraverso la riduzione dei fattori ambientali.

Camera da letto e zona giorno

Il letto deve “aiutare” e non intrappolare. Tieni sempre a mente questa regola utile: l’altezza ideale è quella che consente di appoggiare i piedi a terra e alzarsi senza slanci, di solito 45-50 cm dal pavimento al bordo del materasso. Se lo sforzo è evidente, considera rialzi per il letto o un materasso leggermente più alto.

Crea un percorso libero dal letto alla porta e alla toilette: niente pouf, sedie o lampade da terra a metà strada. Un comodino ben organizzato tiene a portata di mano telefono, occhiali, acqua e farmaci. Al risveglio notturno, una luce a sensore sottoletto o sul battiscopa evita passaggi al buio. In soggiorno, preferisci sedie con braccioli e sedute non troppo basse: aiutano nella spinta dell’alzata e riducono gli sforzi sulle ginocchia. Se ci sono tappeti, scegli fibre a pelo corto e bordi ben fissati.

Non dimenticare la luce: una lampada da lettura orientabile e luci diffuse (non abbaglianti) riducono i falsi passi. Le indicazioni sui rischi domestici richiamano spesso proprio illuminazione, tappeti e ostacoli come determinanti chiave.

Scale e dislivelli: quando valutare un montascale

Le scale sono uno snodo quotidiano: se le condizioni fisiche cambiano, vanno ripensate. Parti con ciò che è strutturale: corrimano su entrambi i lati alla giusta altezza, pedate integre, nastri antiscivolo sul bordo dei gradini, luci che non facciano ombre (preferite faretti radenti continui o LED sotto al corrimano). Evidenzia il primo e l’ultimo gradino con una banda a contrasto cromatico. Se ci sono rampe esterne, verifica il drenaggio dell’acqua e applica finiture antisdrucciolo.

Quando la fatica si somma alla paura o quando una patologia rende i gradini una sfida faticosa, è il momento di prendere in considerazione soluzioni meccaniche. In molti casi il montascale è la risposta che evita la “camera in salotto” o la rinuncia ai piani superiori. Se le scale iniziano a diventare un ostacolo, i montascale per anziani di Vimec permettono di continuare a usare tutti i piani in sicurezza, senza rinunciare alla propria casa. La scelta va valutata con un sopralluogo tecnico: esistono modelli per scale dritte o curve, per interni o esterni, con seduta ribaltabile e cinture; spesso non richiedono opere murarie invasive e possono essere smontati in futuro.

Coinvolgere l’anziano nelle decisioni

Una casa più sicura funziona solo se chi la abita si riconosce nelle modifiche apportate per renderla più vivibile. Per questo dovresti coinvolgere l’anziano fin dall’inizio, spiegando le ragioni di ogni modifica e ascoltando preferenze e abitudini (ad esempio dove appoggiare il bastone, quali orari sono più critici, quali piani usa di più). Piccoli aggiustamenti concordati - come spostare una poltrona vicino alla finestra o scegliere un sedile doccia più comodo - rendono gli ausili parte della normalità, non “segni di fragilità”.

Allo stesso tempo, monitora i segnali di difficoltà crescente: esitazioni davanti ai gradini, appoggi improvvisati ai mobili, graffi sui corrimano, più tempo per vestirsi o spogliarsi, nuove paure (evita di uscire o di usare il piano notte). In questi casi è utile una valutazione multifattoriale: equilibrio e andatura, vista, udito, pressione in ortostatismo, eventuali capogiri, effetti collaterali di farmaci (in particolar modo se sono psicotropi o politerapie). Un confronto con il medico o il fisioterapista permette di associare agli interventi domestici esercizi per forza ed equilibrio, indicazioni su calzature e ausili appropriati.

La casa come alleata dell’autonomia

Una casa “amica” non è una casa medicalizzata, ma uno spazio che riduce gli imprevisti e restituisce libertà di movimento. Togliere un tappeto scivoloso o aggiungere un corrimano non significa rinunciare alla bellezza: significa progettare con intelligenza, in modo che la routine resti possibile. Intervenire prima di una caduta evita fratture, ricoveri, pause forzate nella riabilitazione e mantiene il ritmo delle giornate che contano: il caffè in cucina, la telefonata con gli amici, un libro in poltrona. Ogni scelta - dalla luce notturna al sedile doccia, fino all’eventuale montascale - è un tassello di una stessa idea: la casa come alleata dell’autonomia. Le evidenze italiane ci dicono che agire su fattori ambientali e comportamentali fa la differenza, oggi e nel tempo.








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I.P.

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