Dall'iniziale fascinazione e dall'impatto visivo fino all'attuale ricerca di una reale utilità e di un'applicazione pratica. È così che riassumerei l'evoluzione del mio lavoro attraverso le esperienze immersive nel corso degli anni come spazi interdisciplinari che completano l'arte fisica per ampliarla, trasformandola in una piattaforma educativa e informativa, nonché in uno spazio di intrattenimento, dibattito e riflessione che ci permette di sviluppare ogni tela virtualmente e attraverso contenuti multimediali, adattandola a ogni spazio e a ogni pubblico, confrontandoci al tempo stesso con le importanti sfide poste dalla tecnologia: obsolescenza, utilità, etica, partecipazione e permanenza. Rompendo il ritmo della staticità e aggiungendo livelli non solo di fantasia, ma anche di riflessione sull'evoluzione dell'arte nell'era digitale, in particolare quella degli spazi immersivi. Un'evoluzione dalla quale gli spazi canonici non sono rimasti estranei; molti hanno sperimentato queste tecnologie, mentre altri hanno adottato questi modelli per attrarre nuovi pubblici attraverso nuove esperienze, utilizzandoli anche per ampliare gli spazi fisici e i contenuti.
Attraverso il linguaggio stesso dell'artista, la realtà aumentata è diventata parte di quel momento chiave di attrazione. L'opera fisica è diventata un punto d'incontro per il pubblico, che scopriva come ogni elemento prendesse vita, come la tela raccontasse la propria storia attraverso contenuti multimediali ed esperienze interattive, e come acquisisse la capacità di reinventarsi e crescere nel tempo. La tela non era più soltanto il risultato di pennellate o pixel; ampliava anche la propria narrazione attraverso il linguaggio audiovisivo e interattivo.
Se questa fase era già affascinante e coinvolgente, ancora più dell'opera digitale stessa, la possibilità di immergersi nell'opera strato dopo strato, suono dopo suono ed elemento dopo elemento, attivandola, interagendo con essa e condividendola, ha finito per creare una "realtà aumentata" che invitava le persone a immergersi, godersela, osservarla e viverla dall'interno, partecipando alla sua diffusione e alla sua evoluzione.
Le gallerie virtuali sono nate come magnifiche alleate per estendere sia l'opera sia lo spazio espositivo, abbattendo le barriere spaziali. Accessibili tramite browser web o dispositivi mobili, hanno creato esperienze utente coinvolgenti ma, soprattutto, hanno apportato un valore educativo e informativo, permettendo a ogni visitatore di immergersi nel processo creativo, nelle motivazioni di ogni opera e nella sua evoluzione nel tempo attraverso elementi audiovisivi e interattivi.
Gli spazi immersivi, le esperienze di realtà aumentata, le gallerie virtuali e gli ambienti 3D si sono evoluti; anche i loro utilizzi sono cambiati. Alcuni di essi, come il celebre metaverso, oggi un termine molto meno utilizzato, hanno perso il loro protagonismo nei titoli per affermarsi in ecosistemi virtuali più specializzati, ambienti in cui la tendenza iniziale è stata sostituita da spazi dedicati alla formazione, agli eventi, alle dimostrazioni o agli incontri professionali. L'entusiasmo iniziale ha lasciato spazio all'utilità, e questi ambienti sembrano oggi trovare il loro maggiore valore nel mondo delle imprese e dell'istruzione, pur rimanendo sociali, personalizzabili e collaborativi.
L'ecosistema digitale rende inoltre evidente l'importanza della realtà fisica. Gli spazi ibridi stanno maturando costantemente, trasformando l'immersione in una forma di comunicazione capace di rendere la cultura e la conoscenza più internazionali, più accessibili e più democratiche. Trasformando l'arte in uno strumento di valore ancora più senza tempo, diventando parte di un universo in evoluzione con nuovi modi di creare e partecipare, rompendo gli stereotipi legati a concetti chiusi e a spazi altrettanto chiusi, creando una cartografia aperta e in continua evoluzione capace di sostenere praticamente qualsiasi narrazione e trasmetterla senza limiti spaziali, temporali o generazionali, capace di crescere allo stesso ritmo della tecnologia stessa e di adattarsi a ogni pubblico e a ogni spazio attraverso un approccio interdisciplinare, permettendo a tutte le conoscenze di convergere in una visione aperta sul mondo, aggiungendo innovazione alla tradizione.
L'ecosistema digitale è stato oggetto di marketing ed è stato anche uno strumento di marketing. Abbiamo vissuto anni dominati da parole d'ordine pensate per creare titoli d'effetto che il tempo sembra aver attenuato, lasciando spazio all'utilità rispetto alla tendenza e a una tecnologia che rimane, evolve senza limiti e adotta nuove funzioni. Ci pone di fronte alla sfida di saperla utilizzare in modo significativo, aggiungendo valore e affrontando al contempo la sua potenziale obsolescenza, un fattore chiave per durare nell'ecosistema digitale oltre le mode, che richiede un apprendimento profondo e continuo e una pratica fondata su un pensiero critico, rigoroso e orientato al lungo termine.
La capacità di suscitare entusiasmo e il valore degli spazi immersivi come forma di intrattenimentorappresentano un valore aggiunto, così come è prezioso saper indirizzare i diversi strumenti e le piattaforme a nostra disposizione per creare proposte che apportino benefici al pubblico non solo attraverso l'intrattenimento, ma anche per educare e informare oltre i limiti della tela.
Esplora la linea del tempo: https://houdabakkali.com/continuum-impact-use-and-evolution-of-immersive-technologies-in-culture/.














