Lungo giro in bicicletta (quasi 170 chilometri con partenza e arrivo a Nizza, per Danilo Radaelli che ci regala alcune fotografie scattate in Val de Chalvagne, nel Dipartimento delle Alpes des Haute Provence.
Val-de-Chalvagne, il villaggio che non c’è: tre borghi, 81 abitanti e una Provenza fuori dal tempo
Nel cuore delle Alpes-de-Haute-Provence, tra Entrevaux e le montagne del Verdon, una piccola comunità nata dalla fusione di Castellet-Saint-Cassien, Montblanc e Villevieille conserva castelli, chiese, antiche strade e un paesaggio ancora intatto
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di inventarsi una storia perché la storia è già tutta lì, nelle pietre, nei sentieri e nelle case sparse sui versanti. Val-de-Chalvagne, nelle Alpes-de-Haute-Provence, è uno di questi.
Non aspettatevi però il classico villaggio provenzale da cartolina. Qui il paese quasi non esiste: esiste un territorio, vasto e silenzioso, punteggiato da piccoli nuclei abitati, vecchie fattorie e boschi.
La particolarità sta già nel nome. Val-de-Chalvagne è infatti un comune nato dalla fusione di tre antichi comuni, Castellet-Saint-Cassien, Montblanc e Villevieille, diventati un'unica realtà amministrativa il 1° gennaio 1974.
Oggi la sua scala è quasi sorprendente. Secondo gli ultimi dati dell'Insee, nel 2023 gli abitanti erano appena 81, distribuiti su 32,6 chilometri quadrati, con una densità di appena 2,5 abitanti per chilometro quadrato. E il dato forse più eloquente riguarda le abitazioni: oltre il 62 per cento sono seconde case.
È la fotografia di una montagna che ha conosciuto lo spopolamento ma che non ha perso la propria identità.

Tre villaggi e una storia antica
Le origini degli insediamenti risalgono al Medioevo e, in alcuni punti, ancora più indietro. Il territorio presenta tracce di frequentazione umana già dalla preistoria, mentre Castellet-Saint-Cassien, Montblanc e Villevieille compaiono nelle fonti medievali tra l'XI e il XIII secolo.
Per secoli la storia locale è stata legata alla potente famiglia dei Glandevès, signori di queste terre.
Poi arrivarono le grandi crisi del Trecento. Carestie, calamità naturali, peste e guerre provocarono un drammatico crollo demografico. Nel 1471 Castellet-Saint-Cassien e Villevieille risultavano ancora disabitati, mentre Montblanc contava appena cinque famiglie.
Il tempo ha lasciato qui una traccia più forte delle statistiche.
A Castellet-Saint-Cassien, arroccato a circa 860 metri di quota, domina il paesaggio l'antico castello. L'edificio oggi visibile risale probabilmente alla prima metà del Seicento, costruito sul sito di una precedente fortificazione medievale. Una delle sue decorazioni porta ancora la data del 1659.
Dopo la Rivoluzione il castello venne confiscato e venduto come bene nazionale; per lungo tempo ospitò anche la scuola del paese.

Dove la natura è ancora protagonista
Il vero patrimonio di Val-de-Chalvagne, però, non è soltanto quello costruito. È il paesaggio.
Il territorio è associato al Parc naturel régional des Préalpes d'Azur e comprende una ZNIEFF, una zona naturale di interesse ecologico, faunistico e floristico, estesa sull'intero territorio comunale. Qui passano numerosi itinerari escursionistici, il GR4 e un'antica via romana che collegava Entrevaux a Briançonnet.
È una Provenza diversa da quella della costa, senza campi di lavanda affollati di visitatori e senza borghi trasformati in scenografie turistiche. Una Provenza più ruvida, montana, dove il silenzio è ancora parte del paesaggio.
A Villevieille e Montblanc le abitazioni sono disseminate tra boschi, valloni e terreni agricoli. Le fonti dell'Inventario generale del patrimonio culturale descrivono un territorio caratterizzato proprio dalla presenza di numerose fattorie isolate, bastides e piccoli nuclei difficili da distinguere gli uni dagli altri.
E forse è proprio questa la sua forza. Val-de-Chalvagne non cerca di diventare una destinazione di massa. È un luogo da attraversare lentamente, magari seguendo un sentiero, fermandosi davanti a una vecchia cappella o al castello di Castellet-Saint-Cassien, ascoltando il vento invece del rumore delle automobili.
In un'epoca nella quale anche i borghi più remoti rischiano di trasformarsi in prodotti turistici, Val-de-Chalvagne conserva il lusso più raro: non sembrare costruita per i turisti.





























