La situazione idrica continua a peggiorare nelle Alpi-Maritimes. Il prefetto ha deciso nuove misure per contenere i consumi e tutelare una risorsa che, dopo mesi di precipitazioni insufficienti e temperature elevate, presenta segnali sempre più preoccupanti.
Da inizio ottobre sono 110 i comuni interessati da provvedimenti di restrizione degli usi dell’acqua, dieci in più rispetto alla precedente situazione.
La decisione è arrivata dopo la riunione, il 29 settembre, del comitato per la risorsa idrica, al quale partecipano i servizi dello Stato, i gestori dell’acqua, le rappresentanze delle attività economiche interessate e le collettività locali.
Il quadro più critico riguarda diversi bacini. Sono sottoposti ad allerta rafforzata il Loup, la Brague, i Paillons, la Siagne a monte e, per effetto del doppio zonaggio, anche la Siagne a valle. Nell’elenco figurano località come Antibes, Biot, Grasse, Cannes, Le Cannet, Vallauris, Mougins, Mandelieu-la-Napoule, Théoule-sur-Mer, Valbonne, Vence e Villeneuve-Loubet.

Ancora più severa è la situazione nei territori classificati in stato di crisi, tra cui il bacino dell’Esteron e quello della Roya a monte. Sono interessati, fra gli altri, Tende, La Brigue, Fontan, Saorge, Breil-sur-Roya, Sospel, Saint-Auban, Gars, Roquesteron, Carros e Gattières. Per queste zone le restrizioni sono accompagnate da misure specifiche rivolte anche alle attività agricole, industriali e artigianali.
Particolare attenzione viene riservata a Saint-Laurent-du-Var, dove la fragilità della falda dei Pugets ha portato il prefetto a confermare misure specifiche già adottate con un precedente provvedimento.
A spiegare l’aggravarsi della situazione sono soprattutto i dati meteorologici. L’anno idrologico 2025-2026 registra nel dipartimento un deficit di precipitazioni del 10,5% rispetto alla media. La situazione è particolarmente critica nell’Est del Mercantour, nel Pays de Grasse e lungo il litorale tra Nizza e Mentone, dove il deficit raggiunge localmente il 10-20%.
Il mese di settembre ha ulteriormente peggiorato il quadro: al 23 settembre erano caduti complessivamente appena 11,2 millimetri di pioggia, pari a un deficit dell’89% rispetto alla media. Nello stesso periodo la temperatura media risultava superiore di 3,4 gradi alle normali stagionali.
Preoccupano anche le riserve sotterranee: il 77% dei piezometri monitorati registra livelli inferiori alla media e la metà presenta valori classificati come «molto bassi».

La Prefettura ricorda inoltre che dall’inizio delle restrizioni sono stati effettuati 153 controlli da parte della DDTM e dell’Office français de la biodiversité, in particolare presso condomini e strutture alberghiere. Nel 63% dei casi sono state rilevate irregolarità, con conseguenti procedimenti giudiziari.
Le autorità invitano infine tutti gli utenti, comprese le zone ancora in semplice stato di vigilanza, a ridurre i consumi e ad adottare comportamenti più responsabili per evitare un ulteriore deterioramento della situazione.
















