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Nizza | 08 ottobre 2026, 19:00

Var: alla scoperta del territorio. Les Adrets-de-l’Estérel (Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del territorio. Le foto sono di Danilo Radaelli

Les Adrets-de-l’Estérel, fotografie di Danilo Radaelli

Les Adrets-de-l’Estérel, fotografie di Danilo Radaelli

Danilo Radaelli ci accompagna in un angolo della Provenza che sfugge ai grandi circuiti turistici, pur trovandosi a pochi chilometri dalle località più frequentate della Costa Azzurra e del golfo di Saint-Tropez.

Les Adrets-de-l’Estérel è un comune del dipartimento del Var che offre un'interessante occasione per scoprire un territorio dove la natura, la storia e le tradizioni continuano a convivere lontano dal turismo di massa.

Arroccato sulle prime alture del massiccio dell’Estérel, Les Adrets-de-l’Estérel è un piccolo paese di circa 3.000 abitanti, immerso tra boschi di querce e pini. La sua posizione, a circa 420 metri di altitudine, regala panorami spettacolari sulla baia di Cannes, sulle isole di Lérins e sulle montagne che si spingono verso l'entroterra.

Un balcone naturale affacciato sul Mediterraneo, dove il paesaggio cambia continuamente seguendo le curve delle strade e i profili delle colline.

Il paese, che in passato era composto da numerose frazioni sparse, si è sviluppato attorno a due nuclei principali, Planestel e il quartiere della chiesa. 

Le sue origini sono legate a una storia di isolamento e di autonomia. Per assistere alle funzioni religiose, gli abitanti erano infatti costretti a raggiungere Montauroux. Fu proprio questa distanza a spingerli, nel XVII secolo, a chiedere la costruzione di un luogo di culto.

Nel 1648 venne edificata la cappella di Notre-Dame des Maures, destinata a diventare uno dei simboli del borgo.

L'indipendenza amministrativa arrivò nel 1867, mentre l'attuale denominazione fu adottata soltanto nel 1962. Per secoli, la vita economica si è basata sull'agricoltura, sulla coltivazione della vite e degli alberi da frutto, sulla raccolta delle fragole e soprattutto sullo sfruttamento delle risorse forestali. 

La lavorazione del sughero, la produzione di carbone e le miniere di fluorite hanno lasciato un'impronta profonda nella memoria collettiva.



Oggi il richiamo principale è la natura. I sentieri che attraversano i boschi si prestano a escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike, mentre il vicino lago di Saint-Cassien offre opportunità per la pesca e gli sport acquatici. 

Nel centro del paese, tra fontane, pozzi e vecchie abitazioni costruite con la caratteristica riolite vulcanica rossastra, sopravvive l'atmosfera tranquilla di un villaggio provenzale.


Beppe Tassone

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