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Altre notizie | martedì 14 novembre 2017, 19:00

Siccità: la raccolta delle olive in largo anticipo

Nel Sud Est, dove l’olio “vierge extra” rappresenta uno degli prodotti di punta del territorio, si assiste ad un fenomeno particolare: la siccità ha colpito ovunque, ma gli effetti sono a macchia di leopardo

Normalmente nel Sud Est francese la raccolta delle olive termina a marzo: quest’ano a dicembre non  ci sarà più un frutto sugli alberi. La siccità eccezionale di quest’anno, con le piogge tardive ormai inefficaci, hanno provocato una maturazione in anticipo di almeno tre mesi delle olive con un calo notevole nei quantitativi.

Una diminuzione anche del 40% che si farà sentire al  momento dell’acquisto dell’olio extravergine con rischi di lievitazione dei prezzi per quello di produzione nazionale e conseguente incremento dell’importazione degli oli prodotti in aree diverse.

In Francia la produzione media era di 52mila tonnellate di olive, quest’anno al massimo ne giungeranno al frantoio 32mila tonnellate. Nel Sud Est, dove l’olio “vierge extra” rappresenta uno degli prodotti di punta del territorio, si assiste ad un fenomeno particolare: la siccità ha colpito ovunque, ma gli effetti sono a macchia di leopardo.

Se a Lucéram e nella zona dell’Haute de Grasse il disastro è quasi assoluto, con produzioni pressoché azzerate, a La Trinité il raccolto si annuncia ottimo e la qualità eccellente. In ogni caso, nel complesso, la situazione si preannuncia grave, con cali nelle produzioni e con elementi che fanno dubitare che anche la raccolta del prossimo anno sarà limitata nel quantitativo.

In  molte zone, spiegano i produttori, gli alberi non hanno “spinto” e quindi sono venuti a mancare i rami che normalmente si sviluppano in primavera, fatto questo che lascia temere che anche il prossimo anno la produzione si rivelerà ridotta.

Ma c’é anche un’altra vittima della siccità di quest’anno e nessuno la piange! Si tratta della  “mouche de l’olivier, la mosca che ha colpito molti ulivi indebolendoli: nel 2017 la siccità ha impedito alle larve di svilupparsi e, almeno questa, è una buona notizia.

Beppe Tassone

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