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Ambiente | 14 giugno 2020, 07:00

“Rispettiamo l’arrière pays!”: l’inaspettata invasione di turisti crea qualche problema

Tanta gente invade l’entroterra: parchi, montagne e spazi verdi presi d’assalto. Non tutti rispettano le regole

Gourdon, foto di Danilo Radaelli

Gourdon, foto di Danilo Radaelli

E’ un appello al

rispetto quello che giunge dall’arrière pays nizzardo diventato meta costante di migliaia di persone che si avventurano nei parchi, sulle montagne, ai bordi dei torrenti e dei fiumi.
Che questo sarà l’anno dell’entroterra ormai se ne sono accorti tutti: la paura di trovarsi in mezzo a troppe persone lungo le spiagge o nelle città super affollate sta spingendo le persone verso la pace e la tranquillità delle montagne, degli spazi verdi, dei parchi naturali e dei piccoli villaggi.

Col risultato che ora proprio dall’arrière pays giungono grida di allarme.
Una richiesta su tutte “rispettate il territorio, non violentatelo, non trasformatelo in un immondezzaio".
I problemi che il super affollamento di queste giornate hanno creato sono parecchi.

Innanzi tutto la fauna: due mesi di confinamento, oltre alla cattiva stagione, avevano consentito agli animali di occupare, senza molte difficoltà, importanti spazi. Ora, di colpo, devono fare i conti con gli esseri umani ed anche con il loro miglior amico, il cane, al quale non sembra vero di potersi scatenare. Di qui l’appello a rispettare la fauna ed a tenere sotto controllo i propri cani.
Altra questione: l’abbandono dei rifiuti.

Pic nic, gite, escursioni: i mesi di chiusura in casa hanno fatto nascere in tutti la voglia di aria aperta, di spazi liberi: c’è però un limite. Un conto è consumare un pasto all’ombra di un albero, un conto è andarsene lasciando i rifiuti sul posto, approfittando del fatto che i controlli sono pochi. “Senso civico”, si affrettano a sottolineare i responsabili dei parchi e gli amministratori delle località dell’entroterra: a distruggere tutto ci vuole davvero poco.

Altra questione: la raccolta di fiori e piante, spesso senza nemmeno sapere cosa siano.
Vi sono piante rare, spesso protette, con sanzioni anche pesanti comminate a chi è sorpreso a raccoglierle. Eppure pare che siano tante le persone che non si trattengono dal raccogliere fiori e piantine, magari per poi gettarle pochi minuti dopo. Vi sono delle applicazioni per smartphone (ad esempio PlantNet) che consentono di fotografare una pianta o un fiore e sapere immediatamente il suo nome e le sue caratteristiche. Meglio dedicarsi alla fotografia ed alla conoscenza, suggeriscono nei parchi, evitando di distruggere la flora. Anche perché il numero delle persone sta diventando esponenziale e se tutti raccolgono qualche fiore…

Una raccomandazione, infine: evitare di bagnarsi nei fiumi e negli spazi d’acqua se non è consentito. Vi sono dei plan d’eau dove è possibile farlo, ma vi sono dei torrenti che sono vietati anche perché sono potenzialmente pericolosi.
E’ il caso, ad esempio, dell’Esteron, che è bellissimo, ma nel quale non è raccomandabile bagnarsi.
Trasformare in una tragedia una giornata in mezzo al verde non pare proprio il caso.

Insomma la parola d’ordine che giunge dall’arrière pays è una sola “Rispetto”, a 360°: verso l’ambiente, gli animali, la flora, il paesaggi, le future generazioni e…noi stessi!
 





Beppe Tassone

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