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Eventi | 22 agosto 2023, 19:00

Nizza, un’Ode al barocco in mostra a Palais Lascaris

Fino al 25 settembre in corso la mostra "odon, metamorfosi barocca"

Palais Lascaris

Palais Lascaris

Un’ode all'arte barocca, Palais Lascaris di Nizza propone, fino al 25 settembre 2023, le opere dell'artista “odon” in una mostra intitolata "odon, metamorfosi barocca".  
L’esposizione riunisce più di 60 trecce e disegni recenti dell'artista.
Le ultime opere di odon trovano una cornice perfetta nell'architettura di Palais Lascaris e risaltano grazie ai colori ocra delle decorazioni barocche trompe l'oeil di cui sublimano la bellezza.

La sua grande treccia aerea entra in simbiosi con i soffitti dipinti, i pilastri scolpiti, i colori delle pareti. La leggerezza è integrata nel sovraccarico decorativo e nella drammatizzazione del luogo.
Non è un caso che le opere di odon siano regolarmente esposte in luoghi storici dall'architettura forte: chiese, abbazie, castelli.  Sanno creare un'emozione estetica e spirituale, a volte mistica.

Nelle decorazioni di Palais Lascaris le opere e le spirali di odon contribuiscono a creare un'atmosfera ricca di movimento e colori, elementi specifici del barocco. Sospese nel vuoto, le sue opere seguono le linee e i volumi dell'architettura.



Odon
odon, nato nel 1940 a Le Mans e morto nel 2017 a Parigi, è un artista le cui collezioni si trovano in molti musei in Europa e negli Stati Uniti oltre che in collezioni private. Il suo studio, ancora attivo grazie al lavoro della moglie Colette Houdoin, si trova a Nogent-sur-Marne in un'ex tipografia.
odon ha studiato alla Beaux-Arts di Angers, Tours e poi a Parigi, dove si è laureato nel 1961. Ha viaggiato molto, spesso per mostre e incontri artistici che lo hanno segnato, come quelli di Alechinsky, Soulages, Manessier, Arman e così via.

In Germania e in Austria scopre le chiese barocche il cui movimento lo ispirerà fortemente.
Nel 1985 subì un arresto cardiaco. Dopo lunghi mesi di riabilitazione, riesce a riprendere la sua attività artistica. La sua arte si rinnova profondamente: i suoi intrecci si evolvono. Cambia il suo nome d'artista e trasforma il suo nome Guy Houdoin in odon.

Fortemente simbolico, questo pseudonimo rimanda sia al nome di un fiume normanno (acqua, elemento essenziale per la vita) sia a un riferimento al secondo abate di Cluny, Sant'Odonte (dal 927 al 942). Inoltre, l'anagramma significa nodo in italiano. L'artista fornisce così le chiavi di lettura della sua arte intrecciata intrisa di vita e spiritualità. odon ha attraversato tante prove dolorose, malattia e morte, ma ha scelto la virtù della Speranza che strutturerà, come un rito, il suo lavoro quotidiano. Le sue opere sono odi alla vita. odon si definisce “un artista del colore”. Usa i colori primari, blu, rosso e giallo. A poco a poco la sua tavolozza si arricchisce, compaiono l'oro, il nero e il marrone. Raramente usa certi colori, tra cui il giallo chiaro e il rosa che si ritrovano nell'opera intitolata Nice 1, realizzata nel 2014 dopo un viaggio nella capitale della Costa Azzurra. Palais Lascaris si trova sulla Rue Droitre 15 nel Vieux Nice.

Beppe Tassone

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