Le fotografie di Silvia Assin fanno da filo conduttore a un viaggio nella memoria viva di Nizza.
Ci prendono per mano e ci accompagnano tra le sale della Villa Masséna, dove la nuova mostra Nice, son passé a de l’avenir invita il pubblico a osservare le tradizioni locali attraverso il ritmo delle quattro stagioni, restituendo l’immagine di una città dalla forte identità, plurale e in continua evoluzione.
Non un’esposizione museale nel senso classico, ma un vero e proprio racconto corale: fotografie d’epoca e contemporanee, incisioni, video, costumi, oggetti simbolici e testimonianze visive che compongono una sorta di “mesclun” storico, un assortimento alla nizzarda capace di rendere la complessità della nissardité e delle comunità che la animano.
Come una merenda ricca di sapori, l’allestimento alterna immagini e simboli, tradizioni e gesti quotidiani, con un costante rimando alla cucina del territorio, elemento chiave del patrimonio immateriale locale.
A spiegare il senso del progetto è Jean-Pierre Barbero, direttore della Villa Masséna e profondo conoscitore della cultura nizzarda: «Abbiamo voluto proporre una passeggiata di un anno, per guardare le nostre tradizioni attraverso le quattro stagioni».
Un’idea nata anche in occasione di una serie di anniversari simbolici che ricorrono nel 2025: dal centenario della Ciamada Nissarda ai 90 anni del Théâtre Niçois, fino ai 30 anni del marchio Cuisine nissarde.
«L’obiettivo – sottolinea Barbero – era raccontare il patrimonio immateriale di Nizza dimostrando che la tradizione non è qualcosa di statico, ma un organismo vivo che si trasmette di generazione in generazione».
Il percorso espositivo segue il ciclo naturale dell’anno. L’inverno apre il racconto con l’arrivo degli svernanti e la nascita del Carnevale, istituzionalizzato per attrarre visitatori e arricchito, dal 1876, dalle celebri batailles de fleurs ideate da Alphonse Karr.
Le immagini mostrano come anche i luoghi del Carnevale siano cambiati nel tempo, a dimostrazione di una tradizione che evolve.
Con la primavera arrivano il festin des cougourdons, la Festa dei Maggi, i rami intrecciati, la Pasqua e le solenni processioni dei penitenti.
L’estate è un’esplosione di feste di paese, jazz, convivialità e piatti simbolo come il pan-bagnat e la soupe au pistou. L’autunno, infine, racconta il tempo dei raccolti (olive, uva, castagne, funghi) e segna il ritorno del calcio, con riferimenti al Cavigal e all’OGC Nice, dagli stadi storici del Ray all’Allianz Riviera, sotto lo sguardo dell’aquila Mèfi.
Tra i momenti più evocativi, l’omaggio a Victor de Cessole, pioniere della montagna accessibile, al teatro di marionette di Lou Presepi e, nella sala conclusiva, la presenza carismatica di Francis Gag e del suo personaggio più celebre, Tanta Vitourina, voce ironica e solidale della Nizza popolare.
Ne emerge una farandola di immagini e significati in cui solidarietà, orgoglio, fede, sport e convivialità si intrecciano.
Una mostra che dimostra come l’identità nizzarda sia fatta di molteplici appartenenze e di uno sguardo aperto: un’arte di vivere radicata nel passato, ma capace di parlare al presente e al futuro.
La mostra è visitabile alla Villa Masséna fino al 1° marzo 2026.















































