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Altre notizie | 27 gennaio 2026, 19:00

Allerta latte artificiale, la Costa Azzurra sotto osservazione: aumentano i richiami per rischio tossina

Coinvolti decine di marchi in oltre 60 Paesi. Due indagini giudiziarie in Francia dopo la morte di neonati. Un pediatra del CHU di Nizza fa il punto sui rischi per i lattanti

Allerta latte artificiale, la Costa Azzurra sotto osservazione: aumentano i richiami per rischio tossina

L’ondata di richiami di latte artificiale per l’infanzia continua a estendersi a livello internazionale e richiama l’attenzione anche sulla Costa Azzurra, dove gli specialisti monitorano con attenzione l’evoluzione della situazione.

Dopo i grandi gruppi come Nestlé (Guigoz, Nidal), Danone (Blédilait, Gallia), Lactalis (Picot), Vitagermine (Babybio Optima) e il produttore svizzero Hochdorf (Bimbosan), anche Nutribio si è aggiunta alla lista delle aziende che, a partire da dicembre, hanno ritirato lotti di prodotto in oltre sessanta Paesi.

Il motivo dei richiami è la possibile presenza di cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus, potenzialmente pericolosa soprattutto per neonati e lattanti.

In Francia sono state aperte due inchieste penali a Bordeaux e Angers dopo il decesso di due bambini che avevano consumato latte richiamato per sospetta contaminazione. Le autorità precisano che, allo stato attuale, non è stato ancora dimostrato un legame di causa-effetto.



Dal CHU di Nizza, punto di riferimento sanitario per l’intera Costa Azzurra, gli infettivologi pediatrici sottolineano che il Bacillus cereus rappresenta un rischio contenuto per gli adulti, ma può provocare complicazioni molto gravi nei neonati, fino a esiti potenzialmente fatali nei casi più severi.

La pericolosità è legata soprattutto al rapporto tra quantità di tossina ingerita e peso corporeo: più il bambino è piccolo, maggiore è l’impatto. A questo si aggiunge l’immaturità del sistema immunitario nei primi mesi di vita.

Sintomi da monitorare
I principali segnali di una possibile intossicazione comprendono vomito frequente e persistente, diarrea importante, febbre e un rapido peggioramento delle condizioni generali.

Non si tratta di semplici rigurgiti, ma di un quadro clinico che può evolvere rapidamente e richiede una valutazione medica tempestiva.

Per quanto riguarda la Costa Azzurra e il dipartimento delle Alpi Marittime, al momento non risultano segnalazioni ufficiali di casi confermati. A livello nazionale, restano in corso le verifiche per chiarire l’eventuale collegamento tra i decessi registrati e il consumo dei prodotti oggetto di richiamo.

Dubbi sulle alternative casalinghe
Il tema dei richiami ha riacceso anche il dibattito sulle presunte alternative al latte industriale, spesso promosse online, come le bevande vegetali preparate in casa.

Gli specialisti ricordano che le formule per lattanti sono progettate per avvicinarsi il più possibile alla composizione del latte materno, grazie all’apporto controllato di acidi grassi e nutrienti difficilmente riproducibili in ambito domestico.

Le preparazioni fai-da-te rischiano quindi di non garantire un corretto equilibrio nutrizionale. L’allattamento materno resta, quando possibile, la soluzione più indicata.

Cosa fare in caso di consumo accidentale
Se un bambino ha assunto un latte appartenente a un lotto richiamato ma non presenta sintomi, non è necessario creare allarmismi.

In presenza di vomito o diarrea ripetuti, il rischio principale è la disidratazione, che nei neonati può diventare rapidamente pericolosa. In questi casi è fondamentale intervenire con una pronta reidratazione e rivolgersi al medico.

Qualora la presenza della tossina venga confermata e il nesso causale accertato, sono disponibili terapie antibiotiche specifiche. Le autorità sanitarie ribadiscono infine che i lotti segnalati sono stati ritirati dal commercio e invitano le famiglie, anche sulla Costa Azzurra, a verificare con attenzione i prodotti acquistati.


Beppe Tassone

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