Non si ferma Danilo Radaelli che, questa volta, ha pedalato per Montecarlonews fino a Les Adrets-de-l’Estérel.
Les Adrets-de-l’Estérel, il balcone verde della Costa Azzurra dove la Provenza incontra il mare
Boschi di querce e pini, antiche case in pietra rossa, sentieri panoramici e una storia legata al sughero e alle miniere: a pochi chilometri dalla costa, un villaggio del Var conserva un’identità lontana dal turismo balneare.
Ci sono luoghi della Costa Azzurra che si scoprono lasciando la costa e imboccando le strade che salgono verso l’interno. Les Adrets-de-l’Estérel è uno di questi.
Il paese si trova nel dipartimento del Var, al confine con le Alpi Marittime, immerso nel massiccio dell’Estérel e affacciato, dall’alto, sulla baia di Cannes e sulle isole di Lerino.
Con circa 3.000 abitanti e un territorio di 22 chilometri quadrati, rappresenta una destinazione interessante per chi cerca un’altra immagine della Riviera francese, fatta di natura, memoria e piccoli centri abitati.

Un paese nato sulle colline
Il nome racconta già qualcosa del paesaggio. In provenzale, adret indica il versante esposto al sole, quello più favorevole alla vita agricola. Un tempo il territorio era composto da diversi borghi e frazioni distanti fra loro. Gli Adrets facevano parte di Montauroux, prima di diventare comune autonomo nell’aprile del 1867, sotto Napoleone III.
Oggi il paese si sviluppa soprattutto attorno a due nuclei, Planestel, dove si trova il municipio, e il quartiere della chiesa. La strada che li collega attraversa il territorio collinare regalando scorci che alternano la montagna alla distesa azzurra del Mediterraneo.
Le abitazioni più antiche conservano un tratto distintivo: la pietra vulcanica locale, la riolite, dalle tonalità rossastre che richiamano i colori caratteristici dell’Estérel. Nel centro si incontrano fontane, pozzi e un mercato coperto, mentre la chiesa di Notre-Dame de l’Assomption, risalente al XVII secolo, testimonia la continuità della vita comunitaria.

Il lavoro nei boschi e il fantasma di Gaspard de Besse
Per secoli, l’economia locale è dipesa dalle risorse della foresta. La raccolta del sughero dalle querce, la produzione di carbone vegetale e lo sfruttamento delle miniere di fluorite hanno segnato la vita degli abitanti.
Attività che oggi sopravvivono soprattutto nella memoria collettiva e nelle iniziative di valorizzazione del patrimonio, con percorsi informativi dedicati agli antichi mestieri e ai luoghi simbolo del paese.
A rendere più suggestiva la storia dell’Estérel è la figura di Gaspard de Besse, celebre bandito provenzale del Settecento.
Secondo la tradizione, utilizzava come punto d’appoggio l’Auberge des Adrets, antico relais sulla strada percorsa dai viaggiatori.
La leggenda lo ha trasformato in una sorta di Robin Hood locale, capace di alimentare racconti e ricostruzioni che ancora oggi fanno parte dell’immaginario del territorio.

Sentieri, laghi e panorami
Il richiamo principale resta però la natura. I boschi di pini e querce da sughero, la vegetazione mediterranea e le rocce vulcaniche dai colori intensi fanno degli Adrets un punto di partenza per escursioni a piedi e in mountain bike.
Tra le mete raggiungibili nei dintorni figurano il Mont Vinaigre, il lago dell’Avellan e il lago di Saint-Cassien, quest’ultimo frequentato anche per la pesca e le attività sull’acqua.
La posizione è uno dei suoi punti di forza: il villaggio si trova a breve distanza dai centri della costa, ma conserva un’atmosfera più appartata rispetto alle località balneari.
L’accesso è possibile dall’autostrada A8, uscita 39, e dalla storica strada nazionale 7, itinerario che per generazioni ha accompagnato i viaggi verso il Sud della Francia.
Anche le tradizioni continuano a scandire la vita locale. Tra gli appuntamenti più radicati c’è la festa di San Marco, patrono del paese, celebrata in aprile.
È un’occasione per riscoprire le radici provenzali di una comunità che, pur trovandosi a pochi chilometri dalle mete più frequentate della Riviera, conserva un rapporto diretto con il paesaggio e con la propria storia.
Les Adrets-de-l’Estérel non è dunque soltanto un punto panoramico sulla Costa Azzurra. È un piccolo osservatorio su un’altra Provenza, quella delle foreste, delle antiche attività rurali e delle strade che collegano il mare all’entroterra.
Un luogo da scoprire senza fretta, lasciando che siano i sentieri e le pietre rosse a raccontarne l’identità.

















