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Business | 24 maggio 2019, 07:45

Cresce il mercato della cannabis legale in Italia: il 2019 l’anno migliore!

In Italia il mercato della cannabis è in fermento ed il 2019 sembra destinato ad essere il migliore anno di sempre

Cresce il mercato della cannabis legale in Italia: il 2019 l’anno migliore!

Quella che fino a qualche anno fa poteva sembrare una vera e propria utopia, oggi è una realtà incontestabile: in Italia il mercato della cannabis è in fermento ed il 2019 sembra destinato ad essere il migliore anno di sempre per questo particolarissimo prodotto. Ovviamente, stiamo parlando di cannabis legale, anche nota come cannabis light e quindi di un business che rientra totalmente nei limiti imposti dalla legge del nostro paese. Ebbene, nell’articolo di oggi proveremo a guardare da vicino al fenomeno di cui sopra: inizieremo dando una definizione chiara ed inequivocabile di quella che, più o meno erroneamente, viene spesso e volentieri chiamata “erba legale”, per poi spiegare come mai così tante startup e così tanti e-commerce italiani si stiano dedicando alla vendita di prodotti a base di cannabis legale. Insomma, proveremo a darvi gli strumenti per capire la reale portata di questo nuovo business, una vera e propria novità nel panorama commerciale nazionale, ma non solo.

CHE COSA INTENDIAMO QUANDO PARLIAMO DI CANNABIS LEGALE

Come già accennato in precedenza, la prima cosa da fare è chiarire in maniera netta in cosa consista la cosiddetta cannabis legale. Questo però solo dopo avere specificato che, nei diversi paesi del mondo, i fattori legati alla legalità della cannabis variano inevitabilmente: la quantità in possesso lecita in Olanda potrebbe non essere tale in Francia, così come modalità e motivi del consumo tollerati in Germania (i paesi in questione sono stati scelti in maniera puramente casuale) potrebbero risultare inaccettabili per la legge del nostro paese. Detto ciò in Italia è possibile acquistare esclusivamente quelle varianti di cannabis che racchiudano determinate concentrazioni di due particolari componenti: da una parte il Cannabidiolo (anche noto come CBD), dall’altra il Tetraidrocannabinolo (anche noto come THC). Ebbene, in Italia si parla di cannabis legale esclusivamente quando le concentrazioni di THC sono al di sotto dello 0,2% (tollerate fino allo 0,6%). Nomi e sigle apparentemente complicati, che come risultato danno una sostanza non stupefacente e, soprattutto, priva di rischiosi effetti collaterali. A ciò si aggiunga che, stando a quanto stabilità dalla Legge 242/2016, la liceità di coltivazione e vendita di cannabis con percentuali di principio attivo THC comprese tra lo 0,2% e lo 0,6% sono pensate quasi esclusivamente per gli agricoltori: ecco perché si parla di consumo di cannabis legale con vaporizzatori ed ecco perché la cannabis legale può sì essere reperita su tutto il nostro territorio nazionale, ma mai allo scopo di uso ricreativo

IL BOOM DELLA CANNABIS LEGALE IN ITALIA

Per capire la portata del mercato della cannabis legale in Italia in realtà basterebbe guardare i numeri del 2018: un’annata sensazionale, al termine della quale si registravano più di 2000 negozi che hanno generato circa 40 milioni di euro di fatturato, nonostante il limbo giuridico di cui abbiamo parlato nel capoverso precedente. A ciò si aggiunga che, secondo diversi report di esperti del settore, questo particolare mercato sembra destinato a crescere in maniera esponenziale nei prossimi anni, tanto a livello italiano quanto a livello internazionale. Il settore della cannabis legale, globalmente, nel 2015 produceva circa 2,40 miliardi di dollari all’anno, garantendo circa 18.000 posti di lavoro a tempo pieno. Ebbene, stando a diverse analisi, lo stesso settore della cannabis legale potrebbe crescere con una media dell’11% annuo nei prossimi 6 anni, arrivando a raggiungere i 65 miliardi di dollari di valore nel 2023 e addirittura i 160 miliardi di dollari nel 2025.

ip

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