/ Altre notizie

Altre notizie | 04 settembre 2019, 18:00

Sapete quanti Mont-Albano ci sono?

Tanti ed anche Nizza ha il suo, occupato da un forte, misterioso e solitario, che domina e controlla la Baie des Anges, seminascosto da una folta vegetazione.

Sapete quanti Mont-Albano ci sono?

Tanti ed anche Nizza ha il suo, occupato da un forte, misterioso e solitario, che domina e controlla la Baie des Anges, seminascosto da una folta vegetazione. Ecco un motivo per raggiungerlo a piedi : “une balade” per tutti.

Si aggira il porto, si prende le Chemin Octobon, si sale ancora lungo le Chemin Tortu de Mont Boron e poi le Chemin des crètes e si raggiunge la piccola chiesetta (a pianta centrale in stile orientale, con un mosaico bizantineggiante nell’abside) di Nôtre Dame du Perpetuel Secours ed eccoci infine in un vero bosco mediterraneo; la città sembra lontana, il mare è ora scomparso, ma l’aria marina no e si mescola coi profumi del sottobosco.

 Un paio di fontanelle lungo il percorso ci evitano il peso di bibite e bottigliette, che poi qualcuno immancabilmente abbandona come firma della propria ...identità per i posteri.

Il forte del Mont Alban si erge da secoli (costruito tra il 1557 e il 1560 ) proprio sullo spartiacque tra Nizza e la rada di Villefranche, che si può ora ammirare dall’alto con le sue spiaggette.

Il forte è una delle rare testimonianze di architettura militare del ‘500 rimaste intatte e le sovrastrutture della recente guerra mondiale sono state demolite. Rimane solo una triste garitta, superata la quale, si può iniziare a girare intorno alle mura e sollevare lo sguardo verso le torrette coperte da tegole variopinte.

Il forte è visitabile solo nella giornata del “Patrimoine” ed accoglie un diorama esclusivo che ricostruisce la vita dei soldati (poteva accoglierne una cinquantina) che l’hanno occupato nelle diverse epoche.

Fu progettato da G.M.Olgiati, ingegnere militare di Carlo V, e fatto costruire dal duca savoiardo Emanule Filiberto per fortificare la frontiera marina tra la cittadella-fortezza di Villefranche e il castello di Nizza, ed ha svolto con onore la usa funzione.

Si passeggia tra la bassa vegetazione sotto le mura imponenti lungo un perimetro di 40x46 m. e si possono così ammirare il ponte levatoio, le torrette, le numerose feritoie, i bastioni d’angolo molto sporgenti che sembrano assi di picche fiancheggiati da garitte in pietra.

Tutto uscito indenne nell’agosto del 1944 dai tiri di obice dell’artiglieria della marina di guerra degli alleati: infatti era diventato un posto di trasmissione militare italiano e poi tedesco.

 Rimasto per anni di proprietà dell’esercito (a Nizza c’è ancora chi vi ha fatto il servizio militare), è passato poi al Ministero della Cultura e infine nel 2007, per 1€, alla città di Nizza.

Lo sguardo può ora spaziare dalle coste italiane fino all’Esterel, seguire il profilo di Cap Ferrat o il passaggio di qualche vela

Siamo solo a 220 metri, ma la vegetazione e il silenzio non possono esimerci da un pic nic: tavoli e panchine in stile montagna ci aspettano.

Renato Sala

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium