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Altre notizie | 03 aprile 2020, 08:00

Violenze in un quartiere di Nizza, ferita una poliziotta

Una pattuglia, intervenuta per controllare un gruppo di giovani fatta oggetto di lanci di oggetti dai balconi e dalle finestre. Una poliziotta finisce all’ospedale. Fenomeno preoccupante

Centro di video sorveglianza a Nizza

Centro di video sorveglianza a Nizza

E’ un fenomeno strisciante, per fortuna ancora contenuto, ma che va tenuto

sotto controllo per la pericolosità e l’allarme sociale che ingenera.
Mercoledì sera, Avenue Henri-Dunant 103, a Nizza, di fronte ad un grande complesso condominiale, la résidence Vallon des Fleurs, un gruppo di giovani si è riunito, in barba alle normative sul confinamento e sulle distanze interpersonali.

Giunge una pattuglia della polizia, fra gli agenti anche una donna di 41 anni che si chiama Sarah, molti anni di carriera alle spalle, esperienza notevole perché la sua azione si sviluppa in strada, in luoghi a volte anche poco raccomandabili.

La pattuglia chiede ai giovani di esibire le autocertificazioni: si tratta dell’inizio di una procedura che, viste le cose, avrebbe condotto all’elevazione di qualche multa, nulla di più.

I giovani reagiscono, con male parole e s’inseriscono pure alcuni abitanti degli alloggi che insistono sulla strada.

In pochi minuti sembra di essere a capodanno: un po’ di tutto viene gettato dalle finestre.
Sarah viene colpita al volto, il dolore è forte, la tensione sale: vengono chiesti rinforzi alla centrale che giungono prontamente.

Appelli a rientrare in casa, qualche intervento deciso, le sirene che suonano e lacerano il silenzio della notte e la calma ritorna. Sarah finisce in ospedale dove le diagnosticano solo delle ferite lievi, ma dovrà sottoporsi ad una radiografia perché il dolore continua anche parecchie ore dopo il fattaccio.

Ieri, la poliziotta ha presentato denuncia e il procuratore capo di Nizza Xavier Bonhomme, ha affidato l’inchiesta alla sûreté départementale: non dovrebbe essere difficile risalire ai colpevoli del lancio di oggetti individuando l’alloggio anche perché pare vi siano dei filmati.

Christian Estrosi, che ha reso noto il fattaccio, che altrimenti non sarebbe stato conosciuto, ha definito “acte criminel odieux” quanto è avvenuto.
La giustizia farà il suo corso, ma la situazione, soprattutto nelle aree periferiche delle città comincia a preoccupare: sale la tensione, sale la rabbia, nonostante i sostegni che il sistema sociale francese assicura, anche in termini monetari, diminuiscono i guadagni (anche quelli di dubbia provenienza) e allora qualcuno soffia sul fuoco.

Dopo Moulins con i cassonetti bruciati ora, dalla parte opposta della città, un episodio preoccupante a Nice Nord: l’epidemia di coronavirus sta causando anche questo.    


Beppe Tassone

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