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Altre notizie | 15 giugno 2020, 08:00

Macron ha parlato ai francesi: scuole, case di riposo e frontiere aperte, più Europa e più solidarietà

Ieri sera alle 20, il discorso atteso che ha confermato l’uscita della Francia dall’emergenza. “Più sovranità, più Europa, più ecologia, più solidarietà e più decentralizzazione”

Concerto in una casa di riposo di Nizza durante l'epidemia

Concerto in una casa di riposo di Nizza durante l'epidemia

Macron questa volta ha spiazzato tutti, innanzi tutto nella durata del suo discorso ai francesi di ieri sera alle 20, durato appena una ventina di minuti.

Dopo aver annunciato l’uscita della Francia dall’emergenza, con tutto il territorio metropolitano ormai verde e con problemi solamente nelle lontane Mayotte e Guyana, il Presidente ha potuto indicare le misure immediate che saranno e si è concesso un primo, importante, sguardo al futuro immediato di un Paese che sta soffrendo, non poco, per gli effetti della pandemia sulla vita sociale e lavorativa.

Dunque: apertura di bar e ristoranti anche nella regione parigina, fine delle restrizioni negli spostamenti, riapertura delle scuole che, a partire dal 22 giugno, dovranno essere frequentate “obbligatoriamente” dagli alunni e non solo in forma volontaria come avvenuto in queste ultime settimane.

Un passo importante, soprattutto in previsione della “rentrée” autunnale e la possibilità di mettere a puntino le misure di accoglienza per non farsi cogliere impreparati dopo le vacanze estive. Prove generali, dunque, per due settimane, quando suonerà l’ultima campanella in tutte le scuole.

Poi l’annuncio atteso da tante persone: le case di riposo e le residenze sanitarie riapriranno ai visitatori. Dopo che nelle strutture per anziani si sono verificati la metà dei quasi 30 mila decessi causati dal Covid 19, ora finalmente gli anziani potranno rivedere i propri parenti: era una misura fortemente richiesta dalle associazioni dei parenti.

Con le frontiere finalmente aperte, i francesi potranno riprendere i propri viaggi, anche verso alcuni Paesi extra europei che saranno individuati sulla base della loro situazione epidemiologica.

Indicate le misure immediate, il Presidente Macron ha potuto indicare la strada sulla quale il governo di muoverà in una fase di ripresa estremamente delicata, durante la quale verranno spesi i 500 miliardi di euro stanziati, “senza aumentare la tassazione”.

Più sovranità, più Europa, più ecologia, più solidarietà e più decentralizzazione”: con questa frase Macron ha delineato l’obiettivo immediato del Paese che tenderà alla ricostruzione di “un'economia forte, ecologica e unita”. 

Obiettivo che passerà attraverso una "ricostruzione sociale" che dovrà concretizzarsi con un miglioramento delle prestazioni sanitarie ed "una migliore protezione degli anziani e dei più poveri" e "ingenti investimenti per educazione e gioventù”.

Il tutto tendendo conto del ruolo che l’Europa si sta conquistando dopo un primo periodo di difficoltà: "La ricostruzione sarà fatta con l'Europa. Sarà anche un'opportunità per consolidare un'Europa più forte e più sovrana”.

Il nervo scoperto delle proteste antirazziali di questi giorni, con tensioni crescenti ha poi visto un Macron fermo su posizioni repubblicane: “Saremo intrattabili di fronte al razzismo e all'antisemitismo con decisioni forti contro la discriminazione”. In ogni caso “la Repubblica non cancellerà alcun nome dalla sua storia e non rimuoverà le statue. Non dobbiamo negare ciò che siamo. Non c'è sicurezza né libertà senza un ordine repubblicano, e questo ordine è garantito dalla polizia e dai gendarmi: meritano il sostegno delle autorità pubbliche e il riconoscimento della nazione”.

Poi l’appuntamento a fine luglio quando l’intero progetto per l’ultima parte del suo mandato verrà presentato ai francesi.


Beppe Tassone

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