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Sport | 30 ottobre 2023, 12:49

Mentone, la città ha reso omaggio all'illustre concittadino Richard Laffitte

Alla presenza dei parenti dell'indimenticato uomo di sport morto un anno fa il sindaco Yves Juhel ha scoperto una targa in suo onore

Richard Laffitte (Foto: Ville de Menton)

Richard Laffitte (Foto: Ville de Menton)

Il 28 ottobre 2023, allo stadio Lucien-Rhein, la città ha reso omaggio a Richard Laffitte, personalità emblematica mentonese scomparso il 28 novembre 2022.

Aperta da Cédric Monteiro ed Éric Formento, eletti nel consiglio comunale ed ex giocatori del Rapid, la cerimonia è proseguita con la scoperta di una targa da parte del sindaco, Yves Juhel, e dai parenti di Laffitte, in presenza di moltissimi eletti, amici e giocatori del Rapid, tra cui Patrice Novelli, Primo vice e presidente onorario. Targa sulla quale si può leggere: «Tribune Ouest - Richard Laffitte - 1937-2022».

Nato il 25 agosto 1937 a Mentone, in rue du Palmier, da una madre di origine italiana e da un padre Mentonese impiegato alla Cie générale des Eaux, Richard Laffitte è cresciuto nella Città Vecchia dove frequenta la scuola (oggi Hôtel-de-Ville e poi Collège de garçons). In parallelo, frequenta il patronato Saint-Louis de Gonzaga de la Garde, dove impara a sunare la tromba e soprattutto giocare a calcio. E se nel foyer Laffitte, il Tour de France è importante, il ragazzo abbandona ben presto la bicicletta per la palla.

Sul piano professionale, sarà un insegnante e poi un direttore di scuola estremamente apprezzato per trent'anni. Nel 1958 sposa Francette, una parigina di Parigi. La coppia si trasferisce naturalmente a Mentone perché Richard, innamorato della sua città natale, non concepisce di vivere altrove. Da questa unione nascono Corinne e Laurence. Poi si risposa con Francesca e da questa seconda unione nascerà Melissa. Cinque nipoti verranno ad ampliare la famiglia: Amalia, Ricardo, Kéa, Matilda e Mallory

Per quanto riguarda il calcio, Richard Laffitte debutta  nel patronage de la Garde con il quale vince il campionato della Costa Azzurra. Poi torna al Rapid dove inizia una carriera da calciatore. Debutta nei ranghi dei cadetti, nella posizione di interno destro. In seguito ha lavorato per due stagioni in una squadra giovanile dove gli è stato affidato, per la prima volta, il posto di coda centrale. Ha 17 anni.

Entra nella Division d'Honneur e gioca la sua prima partita contro l'AS Monaco. Nel 1957 rientra all'AS Monaco come stagista. L'anno successivo disputa la semifinale della Coppa di Francia che oppone i monegaschi a Nîmes sul campo di Marsiglia. Il suo nuovo posto tra i professionisti del Principato è quello di posteriore sinistro dove si mostra a suo vantaggio. Purtroppo, una stupida ferita alla caviglia lo tiene lontano dagli stadi per sette mesi.

Dal 1959 al 1961 presta servizio militare ad Algeri dove opera a Gallia d'Algeri. Salva, il suo allenatore, gli cede il posto nella squadra. Nel 1961 torna a Monaco. Nel 1964 vince il titolo di campione di Francia dilettanti. Preselezionato nella nazionale amatoriale francese, deve declinare la sua partecipazione: l'Éducation nationale non gli dà il suo consenso. Il giocatore di testa, soprannominato Testa d'Oro dai suoi compagni, ritorna al suo club d'origine che gioca in Division d'Honneur, che oggi corrisponderebbe a una quarta divisione.

All'inizio degli anni settanta, il Rapid è campione del Sud-Est di CFA e poi vice-campione di Francia, ma perde in finale contro l'AS Nancy-Lorraine: Lucien Oniboni è l'allenatore e Loulou Garnero, direttore sportivo. È l'epoca in cui il Rapid arriverà fino agli ottavi di finale della Coppa di Francia.

Richard Laffitte resterà per tutti un personaggio benevolo, riunificatore e umano. Un secondo papà per gli uni, un educatore per gli altri, un uomo giusto e dal carattere ben temprato per tutti.

Il ricordo finale è del suo grande amico, Francis Zunino: "Ciò che fece la grandezza di Richard, è la sua figura tipicamente locale considerata parte integrante del nostro patrimonio e che si è adoperato per perpetuarla senza difficoltà e con grande successo".

Cesare Mandrile

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