Dopo anni di crescita sostenuta, il mercato del lavoro del Principato di Monaco entra in una fase di assestamento. Secondo i dati diffusi dall’Institute Monégasque de la Statistique et des Études Économiques (Imsee), nel 2025 l’occupazione complessiva registra una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, principalmente a causa della conclusione di importanti progetti immobiliari e infrastrutturali che avevano trainato l’economia locale negli ultimi anni.
Al 31 dicembre 2025, Monaco conta complessivamente 77.866 posti di lavoro tra settore pubblico, privato e lavoratori autonomi. Il dato segna una flessione dello 0,7% rispetto al 2024, pari a 510 posti in meno. Nonostante il rallentamento, il livello occupazionale rimane tra i più elevati mai raggiunti dal Principato, che nell’ultimo decennio ha registrato una crescita del 27,6%, con quasi 17.000 nuovi impieghi creati.
La riduzione riguarda soprattutto il settore del lavoro interinale e quello delle costruzioni. La progressiva conclusione di grandi interventi urbanistici, tra cui il progetto Mareterra e la riqualificazione del Larvotto, ha comportato una diminuzione della domanda di manodopera temporanea. Le attività amministrative e di supporto, che comprendono il comparto dell’interinale, hanno perso oltre 1.300 dipendenti in un anno, mentre il settore edilizio ha registrato un ulteriore calo del 4,4%.
L’occupazione privata dipendente si attesta così a 59.724 lavoratori, in diminuzione dell’1,2%, pur restando sul secondo livello più alto mai registrato nella storia del Principato. Parallelamente continuano invece a crescere il lavoro autonomo e la funzione pubblica.
Monaco conferma inoltre la propria forte vocazione terziaria: l’88% dei posti di lavoro appartiene infatti al settore dei servizi. Tra i comparti più dinamici spiccano alberghi e ristorazione, che rappresentano circa il 15% dell’occupazione privata e registrano un aumento sia dei dipendenti sia delle ore lavorate. Positivo anche l’andamento delle attività artistiche, sportive e ricreative.
Il rapporto dell’Imsee evidenzia anche un progressivo cambiamento nella composizione della forza lavoro. L’età media dei dipendenti privati sale a 42,5 anni, segnale di un graduale invecchiamento della popolazione attiva. Cresce invece, seppur lentamente, la presenza femminile: nel 2025 il numero delle lavoratrici aumenta, mentre quello degli uomini registra una diminuzione.
Resta molto elevato il numero dei lavoratori frontalieri. Nove dipendenti privati su dieci vivono fuori dal Principato e la quota dei residenti monegaschi continua a diminuire. La maggior parte dei lavoratori arriva ormai dalle Alpes-Maritimes, con Nizza che rappresenta il principale bacino occupazionale esterno con oltre 16.000 lavoratori impiegati a Monaco. Seguono Mentone, Beausoleil e Roquebrune-Cap-Martin.
L’occupazione monegasca assume inoltre una dimensione sempre più internazionale. I lavoratori francesi rappresentano oltre il 61% della forza lavoro privata, seguiti da italiani, portoghesi e romeni. Negli ultimi dieci anni la presenza romena è cresciuta in modo significativo. Complessivamente, nel Principato sono oggi rappresentate 145 nazionalità differenti.
Continua anche l’espansione del telelavoro. Alla fine del 2025 le imprese autorizzate a utilizzare lo smart working sono 463, mentre i lavoratori coinvolti superano quota 7.300, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Per la prima volta, le donne rappresentano la maggioranza dei lavoratori in modalità remota.
Anche la funzione pubblica continua a crescere. Gli agenti impiegati nell’amministrazione monegasca raggiungono quota 5.393, con un incremento del 3% rispetto al 2024. In aumento pure il numero dei lavoratori autonomi, che supera le 6.200 unità, soprattutto nei servizi specializzati, scientifici e tecnici.
Sul fronte salariale, il salario mediano lordo mensile nel settore privato raggiunge i 3.475 euro a tempo pieno, segnando un aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente. La fascia retributiva più diffusa resta quella compresa tra 2.500 e 3.000 euro lordi mensili. Le retribuzioni più elevate si registrano nel settore finanziario e assicurativo, mentre i salari più bassi riguardano i servizi amministrativi e le attività di supporto.
Nel complesso, il quadro delineato dall’Imsee mostra un mercato del lavoro che sta attraversando una fase di normalizzazione dopo gli anni della forte espansione edilizia. Pur registrando un rallentamento, Monaco mantiene livelli occupazionali storicamente elevati e continua a confermarsi come uno dei poli economici più attrattivi dell’area europea, sostenuto soprattutto dal settore dei servizi e da una forte dimensione internazionale.













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