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Eventi | 14 giugno 2026, 10:57

Rossy de Palma firma Le Nouveau Printemps 2026: Tolosa si trasforma in un laboratorio di arte e libertà

Dalle installazioni immersive alle riflessioni su memoria, resistenza e intelligenza artificiale. Le Nouveau Printemps porta l’arte nei quartieri di Marengo, Bonnefoy e Jolimont.

Le Nouveau Printemps 2026, Tolosa.

Le Nouveau Printemps 2026, Tolosa.

Fino al 28 giugno Tolosa ospita una nuova edizione di Le Nouveau Printemps, il festival di creazione contemporanea che ogni anno invita un artista a reinterpretare un quartiere della città attraverso mostre, installazioni, performance e progetti partecipativi. Per l’edizione 2026 la direzione artistica è stata affidata a Rossy de Palma, figura iconica del cinema di Pedro Almodóvar e personalità attiva tra teatro, musica, fotografia e arti visive.

La manifestazione si sviluppa nei quartieri di Marengo, Bonnefoy e Jolimont, nella zona orientale di Tolosa, trasformando spazi pubblici, istituzioni culturali e luoghi della vita quotidiana in un ampio laboratorio creativo aperto alla cittadinanza. Il festival conferma così la propria vocazione a promuovere un’arte accessibile, profondamente radicata nel territorio ma capace di dialogare con contesti internazionali.

La partecipazione di Rossy de Palma rappresenta molto più di una semplice collaborazione. L’artista spagnola ha ideato un percorso espositivo costruito insieme a numerosi artisti invitati, ponendo al centro temi come la libertà, l’incontro tra culture, le migrazioni, la memoria e la forza creativa delle comunità. Un progetto che trae ispirazione dalla sua stessa esperienza artistica, caratterizzata dall’incontro tra linguaggi differenti e da una costante attenzione alle identità plurali.

Dalla sua rifondazione come Le Nouveau Printemps, il festival affida ogni edizione allo sguardo di un artista ospite. Dopo le collaborazioni con Kiddy Smile, Alain Guiraudie e matali crasset, l’invito rivolto a Rossy de Palma rafforza ulteriormente l’apertura internazionale della manifestazione e il suo interesse per le pratiche artistiche interdisciplinari.

Tra le proposte dell’edizione 2026 spicca “Femmes d’autres mondes” di Manuel Outumuro, allestita nel giardino dell’Observatoire Jolimont. La serie di ritratti in bianco e nero è dedicata a grandi attrici internazionali e nasce dall’incontro tra il percorso biografico dell’artista e le figure femminili che hanno alimentato il suo immaginario. Dalla Galizia rurale dell’infanzia fino a New York, Outumuro costruisce un racconto visivo che intreccia ricordi, desideri e aspirazioni, restituendo alla fotografia una dimensione poetica e autobiografica.

Sempre all’Observatoire Jolimont trova spazio “Sabotage” di Nicolas Daubanes, installazione permanente realizzata in cemento e zucchero. L’opera rende omaggio ai gesti di resistenza che hanno attraversato la storia europea del Novecento, richiamando le azioni clandestine dei prigionieri impiegati nella costruzione del Vallo Atlantico durante la Seconda guerra mondiale. Attraverso una scultura apparentemente solida ma destinata alla fragilità, l’artista riflette sulle forme invisibili della disobbedienza e sulla possibilità di opporsi all’ingiustizia attraverso piccoli atti di sabotaggio silenzioso.

Per la prima volta presentato come installazione, il nuovo film di Gala Hernández López, “like moths to light”, esplora il rapporto tra sogno, tecnologia e controllo cognitivo nell’epoca dell’intelligenza artificiale. L’opera conduce il pubblico in un universo in cui neuroscienze, startup tecnologiche e immaginari onirici si intrecciano, attraverso una narrazione che oscilla tra documentazione e finzione speculativa. Il lavoro affronta le derive del cosiddetto neurocapitalismo, interrogandosi sul futuro degli spazi interiori e sulla possibilità che anche il sogno possa diventare terreno di sfruttamento economico.

Nel percorso curatoriale ideato da Rossy de Palma si inserisce anche “Lumière noire” di Lusmore Daud, un’installazione immersiva che invita a un’esperienza sensoriale fondata sull’incontro tra oscurità e luce. All’interno di una struttura chiusa, simboli, proiezioni e forme luminose costruiscono un linguaggio universale delle emozioni, offrendo al pubblico uno spazio di contemplazione e ascolto dedicato alle dimensioni intuitive, spirituali e immaginative.

Tra gli appuntamenti più attesi figura inoltre la carte blanche affidata a Rossy de Palma presso Les Abattoirs – Frac Occitanie Toulouse. L’attrice e artista spagnola ha selezionato opere ibero-americane provenienti dalle collezioni del museo, privilegiando un percorso orientato alle voci femminili e alle pratiche di emancipazione. Il risultato è un allestimento che riflette la sua sensibilità visionaria, tra suggestioni surrealiste, ironia, memoria storica e tensione verso la libertà, offrendo uno sguardo sulla cultura spagnola contemporanea e sulle sue connessioni con il mondo ibero-americano.
 

Redazione

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