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Altre notizie | domenica 11 febbraio 2018, 07:00

La grande rapina di Nizza: domani in Tribunale a Marsiglia compare uno dei suoi protagonisti

Jacques Cassandri chiamato a rispondere del riciclaggio del denaro. Sono passati 42 anni, fruttò oltre 7 milioni di euro

La finestra del Tribunale di Nizza attraverso la quale fuggì Albert Spaggiari

La storia della grande rapina di Nizza, effettivamente avvenuta, ha appassionato generazioni di persone: film, libri (tra i quali quello di Ken Follet), articoli su giornali, approfondimenti.

Si conosce praticamente tutto, anzi se sa ben poco, visto che i soldi portati via dalle cassette di sicurezza della Société Générale de Nice in Avenue Jean Médecin non sono mai saltati fuori.

Montecarlonews ha ricostruito quanto avvenne nel corso della rapina e della fuga, romanzesca, del suo protagonista dal Tribunale di Nizza, scappando attraverso una finestra, portato via da un provetto motociclista (clicca qui).

Il principale protagonista, Albert Spaggiari, è deceduto da tempo, mentre era latitante e il malloppo non è stato ritrovato.

Poi, ormai ad “affare” prescritto, è uscito, già da alcuni anni, un libro, scritto da “Amigo”, uno pseudonimo chiaramente, dal titolo alquanto accattivante “La vérité sur le casse de Nice” con sottotitolo ancora più intrigante “Il y a était, il témoigne”.

Nel libro parecchi particolari, mai resi pubblici, lasciano comprendere come l’autore fosse informato dei fatti e, anche se il volume è un romanzo, contenesse una grande parte di verità. Insomma l’autore “sapeva” perché “c’era”, in un primo tempo gli inquirenti lo hanno supposto, poi si é fatta avanti una possibile verità, che a scrivere il volume sia stato Jacques Cassandri, che partecipò alla rapina, conclusasi senza spargimento di sangue, con un biglietto lasciato in mezzo al “disastro” di centinaia di cassette di sicurezza forzate nel corso di un week end con su scritto: "Ni coup de feu, ni violence, ni haine".

Cassandri non ha fatto nulla per respingere questa ipotesi, del resto a reato prescritto, un po' di pubblicità ad un personaggio come lui può anche fare piacere e, in  più, nella "memoria" del suo computer é stato trovato il file con il testo del libro.

Cassandri ha oggi 74 anni, la rapina avvenne nel 1976, e ha ammesso di aver ricavato “solo” due milioni di franchi, l’equivalente attuale di poco più di 300mila euro, subito sperperati.

Il valore della rapina, almeno quello valutato dagli inquirenti dell’epoca, perché molti proprietari di cassette preferirono “tacere” su cosa contenessero le loro casseforti, ammontava a 46 milioni di franchi, oltre 7 milioni di euro … di 40 anni fa.

Amigo”, alias Jacques Cassandri, non è nuovo ad avere problemi con la giustizia: un primo coinvolgimento in un traffico di droga negli anni Settanta ed una condanna a quattro anni, assieme con sua moglie, nel 1994 per sfruttamento della prostituzione.

Dal libro guai giudiziari non poteva averne: uscito in libreria dopo la prescrizione del reato connesso con la grande rapina di Nizza, al massimo poteva catalizzare attorno a lui un po’ di pubblicità.

Ma, perché c’è sempre un ma…in Francia l’evasione fiscale e i reati finanziari non si prescrivono e vengono perseguiti in modo molto più fermo che in altre nazioni magari confinanti e soprattutto non si prescrivono né si condonano. Così è emerso che il “nullatenenteJacques Cassandri ha nelle proprie disponibilità un patrimonio assolutamente non indifferente: casa in Savoia, discoteca a Marsiglia, terreni in Corsica, lingotti d’oro utilizzati come garanzia, visoni in quantità. Insomma un patrimonio notevole del quale ha avuto qualche difficoltà a dimostrare la provenienza.

La “giustizia” francese in tutto questo ha creduto di vedere un reato connesso con riciclaggio di denaro, che qui si chiama “blanchiment” e lunedì 12 febbraio Jacques Cassandri comparirà davanti al tribunale di Marsiglia per rispondere proprio di questa accusa, oltre a una frode alla Sécurité Sociale intorno ai 62euro e ad un raggiro nell’acquisto di un terreno in Corsica.

L’avvocato Frédéric Monneret difende il su assistito e sottolinea come “La vérité sur le casse de Nice” sia un romanzo e non una confessione.

Quarantadue anni dopo potrebbe essere un reato finanziario a chiarire il mistero su un fatto di cronaca del quale ancora oggi si parla. Anche perché mai si è conosciuto il nome del “temerario” motociclista grazie al quale Albert Spaggiari, sceso dalla finestra del Tribunale di Nizza, riuscì a dileguarsi.

Beppe Tassone

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