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| 03 dicembre 2020, 07:00

Migliaia di lampadine colorate illuminano Nizza (Foto)

Ieri sera l’accensione delle lampadine si è rivelata divisiva nei sentimenti, ha lasciato l’amaro in bocca per dovervi assistere davanti al computer, ma è anche stata la dimostrazione della voglia di vivere da parte degli abitanti di una città che ne ha viste di tutte nel breve volgere di due mesi

Le luminarie natalizie di Nizza  @Ville de Nice

Le luminarie natalizie di Nizza @Ville de Nice

C’erano tutti gli ingredienti, ieri sera, da Place Massena, a quando Christian Estrosi ha “acceso” le luminarie di Natale in città.
C’erano i colori, la musica, l’atmosfera, vi erano i giornalisti e i fotografi, mancavano solo le persone.

Mancava la folla che, normalmente, ogni anno, in un tardo pomeriggio di dicembre, si trova in Place Massena per assistere all’avvio del periodo natalizio.
Una folla abituata poi a dirigersi verso il Villaggio di Natale, verso le attrazioni o verso gli chalet dove è possibile acquistare bevande calde, la socca, le ostriche e magari brindare con un bicchiere di champagne.

Niente di tutto questo, le gente era a casa, qualche migliaio davanti al computer per assistere, in diretta su Facebook, all’accensione simultanea di una miriade di lampadine colorate.

Certo è il male peggiore in una stagione contraddistinta dalla pandemia, dalla paura, dalla diffidenza, dalla separazione fisica che purtroppo sta diventando anche sociale.

Così ieri sera l’accensione delle lampadine è stata divisiva nei sentimenti, da un lato ha lasciato l’amaro in bocca per dovervi assistere al caldo, seduti comodamente davanti al computer, senza dover affrontare il freddo della sera. Che Natale é, che feste sono se la gente partecipa virtualmente?

Ma dall’altro lato è stata la dimostrazione della resilienza, della voglia di vivere, della capacità di trovare gli strumenti per non alzare bandiera bianca, da parte degli abitanti di una città che ne ha viste di tutte nel breve volgere di due mesi, ma che è stata capace di reagire in modo composto, senza abbandonare abitudini e radici.

In meno di due mesi Nizza ha subito tre ferite profonde.

La pandemia che sembrava essere stata esorcizzata nella prima ondata, ma che nella seconda ha reso obbligatori interventi drastici per uscire dalla zona rossa nella quale si era piombati e che era un vero incubo.

L’attentato di Notre Dame, grave, invasivo, destabilizzante, perpetrato nel cuore della città, tra i magazzini e i negozi, le boutique e i centri commerciali con tre persone inermi colpite ed uccise dall’odio umano che si è concretizzato in una mano armata di coltello affondato nella carne di persone che si trovavano in quel luogo per pregare per sé e per gli altri.

La tempesta Alex che ha lasciato dietro di sé, nel territorio della Métropole, lutti e danni, che ha portato via case, sogni e certezze, ma che ha dimostrato la capacità di reazione e la forte determinazione a ricostruire bene ed in fretta da parte di chi amministra queste terre.

Tre “vulnus” che erano nelle mente di Christian Estrosi quando ha acceso le luminarie ed avviato il “tempo di Natale”.
Un Natale diverso da quelli vissuti fino ad ora, lo si è visto ieri sera.

Mancavano le persone, anzi no, erano presenti, in forma virtuale.
Ed anche questa è resilienza e dimostra la capacità di reazione degli esseri umani.

In attesa che Babbo Natale porti in dono un vaccino in grado sconfiggere il virus.


Beppe Tassone

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