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Altre notizie | 22 gennaio 2021, 09:20

Da domenica prossima sarà più difficile superare il confine con la Francia: servirà un tampone negativo nelle 72 ore precedenti

Saranno esentati i lavoratori frontalieri e chi trasporta merci. Si prevedono controlli più serrati ai confini mentre in Costa Azzurra la situazione peggiora: terapie intensive vicine alla saturazione.

Da domenica prossima sarà più difficile superare il confine con la Francia: servirà un tampone negativo nelle 72 ore precedenti

Non si potrà più andare in Francia senza un certificato che attesti la negatività al Covid-19, eseguito nelle 72 ore precedenti. E’ questa la decisione presa dall’Eliseo, che vieterà in caso contrario l’ingresso nel paese, da domenica prossima.

Dalla disposizione saranno esclusi i cosiddetti viaggi ‘essenziali’ e quelli dei frontalieri, anche se ovviamente da lunedì mattina sono previsti controlli decisamente più serrati ai confini italo-francesi di ponte San Ludovico, San Luigi e sull’autostrada. Negli ultimi tempi, nonostante le imposizioni dei governi italiano e transalpino, tutto sommato si è visto un discreto andirivieni al confine, senza troppi controlli da parte di gendarmerie polizia italiana.

Ora però arriva l’introduzione dell’obbligo del tampone molecolare per i viaggiatori che entrano in Francia e solo i lavoratori frontalieri saranno esentati, insieme ai trasporti di merci via terra. Una decisione che sta ovviamente preoccupando le migliaia di lavoratori frontalieri che, ogni giorno, partono dalla nostra provincia per raggiungere la Costa Azzurra e il Principato di Monaco per svolgere il proprio impiego.

La Francia, lo ricordiamo, è arrivata a quota 72mila morti da Covid-19 e, soltanto ieri, ha registrato oltre 20mila nuovi contagi. Il governo transalpino ha già confermato che le stazioni sciistiche rimarranno chiuse e che per i ristoranti si prevede la chiusura almeno fino a metà marzo.

E, se nella nostra provincia la situazione negli ospedali è tutto sommato positiva (a ieri erano 71 i ricoverati per Covid di cui 4 in terapia intensiva, sui circa 25/30 posti a disposizione per i malati più gravi), non è la stessa della vicina regione Paca, ovvero il comprensorio Alpi Marittime-Costa Azzurra.

Pur facendo i debiti paragoni di residenti, nel dipartimento al confine con la nostra provincia, sono 84 i pazienti in terapia intensiva negli ospedali delle Alpi Marittime, numero che sfiora quello dell’aprile scorso, quando erano 87. A preoccupare è anche il tasso di occupazione dei posti letto che, nelle terapie intensive è del 96,6%, molto vicino alla saturazione.

Ricordiamo che, dall'inizio della crisi sanitaria il Covid ha causato 1.014 vittime nelle Alpi Marittime (di cui 744 negli ospedali e 270 nelle case di cura). Intanto, secondo un'indagine condotta nel territorio transalpino, la cosiddetta ‘variante inglese’ del virus è già due-tre volte più presente sulla Costa Azzurra, rispetto al resto del territorio nazionale. E la sua diffusione appare particolarmente rapida.

Carlo Alessi

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