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Altre notizie | 15 luglio 2021, 07:00

Quelle luci, nella notte… (Foto e Video)

Alle 22,34, l’ora della strage, 86 fasci di luce hanno illuminato il cielo creando un’unione tra chi si trovava lungo la Promenade e chi sulla Promenade è morto, ucciso dalla follia e dalla malvagità. Le foto che “raccontano” il quinto anniversario della strage

Nizza, 14 luglio 2021, quinto anniversario della strage sulla Promenade des Anglais

Nizza, 14 luglio 2021, quinto anniversario della strage sulla Promenade des Anglais

Sole e vento hanno caratterizzato il quinto anniversario della strage compiuta sulla Promenade des Anglais: Nizza ha vissuto la “sua” giornata fra raccoglimento e commozione.

 

Il dramma che, in pochi istanti, tante persone si sono trovate a vivere è ancora impresso nella mente e nella carne di chi è sopravvissuto.

 

Era presente il Primo Ministro Jean Castex, giunto nel pomeriggio dopo che, il mattino la Police Municipale di Nizza (che ha visto riconosciuto il suo ruolo essenziale nell’arresto del terrorista che aveva ucciso tre persone a Notre Dame lo scorso anno) aveva sfilato ai Campi Elisi.

Il pomeriggio e la sera sono stati vissuti, invece, a Nizza, diventata il punto di riferimento di una Nazione che è stata duramente colpita dal terrorismo ed ha vissuto, in questi due anni, momenti drammatici a causa del Covid.

Prima l’omaggio alle vittime nel giardino di Villa Massena, di fronte al memoriale, poi la sfilata ai giardini Albert Ier ed infine la parte musicale.

 

Ma tutto era finalizzato alle 22,34, l’ora della strage, quando 86 fasci di luce hanno illuminato il cielo creando un’unione tra chi si trovava lungo la Promenade e chi sulla Promenade è morto, ucciso dalla follia e dalla malvagità.

 

Fasci di luce che hanno inciso, come coltelli, il cielo, ma hanno anche saputo accarezzarlo e giocare con le stelle.
Un simbolo di pace, una luce tesa verso l’infinito, per salutare le 86 vittime, per assicurare loro che non si dimentica, che anno dopo anno la consapevolezza della follia vissuta la sera del 14 luglio 2016 è sempre più salda.

Un inno alla memoria formato da 86 fasci di luce, ma anche una mano tesa da donne e uomini di buona volontà per cercare di trasmettere a tutti un messaggio di pace e di amore.

 

Pace ed amore che cinque anni fa sembravano essere stati sconfitti da un camion bianco che aveva falciato 86 persone e ne aveva ferite centinaia, fra urla di disperazione, pianti ed imprecazioni. Fra preghiere e invocazioni, fra nomi gridati e la ricerca vana dell’amico che non si trovava più.

A distanza di cinque anni una cosa è chiara: chi pensava di sconfiggere l’umanità ha fallito.

All’imminente processo il compito di condannare i responsabili, a noi, donne e uomini, quello di dimostrare l’inutilità prima ancora che la disumanità di certi atti.

E poi di conservare la memoria di quanto è accaduto: la memoria è importante ed è maestra di vita: gli 86 fasci di luce aiutano a salutare, in un ideale abbraccio, quanti, cinque anni fa, sono saliti in cielo dopo essere stati travolti dalla malvagità del conducente di un camion bianco lanciato a tutta velocità contro la folla.   


Beppe Tassone

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