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Ambiente | 08 luglio 2022, 18:00

Alpes Maritimes: alla scoperta del territorio. Gorges de la Vésubie (Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del Dipartimento delle Alpi Marittime. Le foto sono di Danilo Radaelli

Gorge de la Vésubie, fotografie di Danilo Radaelli

Gorge de la Vésubie, fotografie di Danilo Radaelli

Impegnativo percorso ciclistico di Danilo Radaelli che risale il corso della Vésubie e ci accompagna così alla scoperta delle Gorges de la Vésubie per concludere il percorso a Lantosque.

 



Quella della Vésubie è una valle ripida, percorsa da un torrente che ha fretta di raggiungere il Var lasciandosi alle spalle le cime più alte delle Alpes Maritimes scavando nella sua corsa verso sud gole vertiginose.

A monte del paese medievale di Saint-Martin-Vésubie, il torrente si biforca: chi parte alla ricerca delle sorgenti della Vésubie trova il Santuario di Madonna di Finestra, chi segue il corso del torrente Boréon arriva dritto al centro faunistico “Alpha”, alla scoperta del lupo.



Consacrata al turismo verde e all'escursionismo lungo tutto l'anno, la Vésubie è una delle valli alpine meridionali scoperte dai turisti provenienti dalla Costa Azzurra.

Alpinisti, naturalisti, cacciatori e semplici amanti dell'aria buona e dei bei paesaggi frequentavano la “Svizzera di Nizza” già nell'Ottocento: chi per scalarne le ultime vette inviolate, chi per studiarne le peculiarità botaniche, geologiche e faunistiche, chi per procurarsi carne e trofei, chi infine, per immergersi in una splendida cornice alpina a 50 km dal mare.



Nel suo corso inferiore, dal Plan-du-Var, il torrente ha tagliato le gole con pareti verticali per raggiungere il Var.

Il paesaggio è ancora mediterraneo tra St-Jean-la-Rivière e Lantosque: colture a terrazze, viti e ulivi.



L'alta valle, decisamente alpina, offre grandi possibilità di escursioni, oltre a passare da Belvedere e giungere alla Cascade de l'Estrech.

Il territorio di Lantosque ha fatto da sempre parte della Liguria sotto l'Impero Romano, nel Regno longobardo e nel Regno d'Italia (781-1014) formatosi con Carlo Magno.

 

Fin dall'epoca longobarda vi operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico, da cui dipese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, che gestiva ampi territori anche nelle valli del nizzardo e che nel VIII secolo a Nizza fondarono il monastero di Cimiez poi distrutto dai Saraceni e ricostruito dai monaci dell'abbazia di Saint-Pons di Nizza fondata dai monaci di Lerino verso la fine del VIII secolo.

 

Fra il XIII e XIV secolo cadde più volte sotto il dominio dei conti di Provenza, ma riguadagnò presto l'autonomia per entrare a far parte della Contea di Savoia nel 1388 (dedizione di Nizza alla Savoia). Nel 1860, un anno prima dell'unità d'Italia, fu annesso alla Francia.

 



Beppe Tassone

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