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Altre notizie | 20 luglio 2022, 09:00

Mentone e la controversa questione dell'annessione al Regno d'Italia

Ma la storia resta, e può sempre offrire motivo di insegnamento e di utili meditazioni.

Mentone e la controversa questione dell'annessione al Regno d'Italia

È stata rievocata più volte la rivoluzione mentonasca del 1848 come una delle più tipiche manifestazioni dell'atavico particolarismo ligure durante il Risorgimento, oltre che delle passioni italiane accese a Mentone in occasione della prima guerra di indipendenza.

Molte vicende e molti fatti nuovi trascorsero da allora, raffreddando via via gli entusiasmi risorgimentali fino a veder sventolare definitivamente la bandiera francese come epilogo inatteso di una di contrastata fase storica di speranze, di amare alternative e di esperienze fallite in senso italiano.

Ma la storia resta, e può sempre offrire motivo di insegnamento e di utili meditazioni. Va quindi letta con spirito di imparzialità una serie di documenti e di eventi che completano le nostre conoscenze sulla storia di Mentone città libera e che vengono ad aggiungersi a quelli già noti e a suo tempo pubblicati da Nilo Calvini nel suo celebre studio su "Mentone e l'annessione al Regno di Sardegna", oltre che alle ricerche più recenti del compianto Nino Lamboglia.

Si tratta in prevalenza di lettere, fatte conoscere dagli eredi di Augusto Massa, esponente mentonasco di primo piano all'epoca, e si riferiscono agli incessanti quanto vani tentativi fatti da Mentone per risolvere la situazione creata dalla rivoluzione del 1848 per chiedere la rimozione del veto francese all'annessione di Mentone alla nascente Italia. La contestazione della decisione del principe Florestano di Monaco di imporre a Mentone una tassa sull'esportazione dei limoni si sposò con il forte desiderio di indipendenza e di italianità dei mentonaschi. Tutto ciò contribuì inizialmente ad ottenere il parere favorevole della Francia al passaggio della città sotto la sovranità sabauda, al pari del resto della contea di Nizza: tutti territori che facevano già parte della Liguria romana e di conseguenza della provincia italiana instaurata dall'imperatore Augusto, per poi entrare nell'orbita genovese. I patrioti mentonaschi Carlo Faraldo e Carlo Trenca annunziarono con gioia, in quella circostanza, la caduta dell'opposizione di Parigi alla annessione al Piemonte (16 agosto 1848). Tuttavia le vibrate proteste del Principe di Monaco di fronte a tali sviluppi separatisti e, soprattutto, come ricordato in altra occasione, la successiva sconfitta di Carlo Alberto a Novara, nel 1849, ripristinarono l'ostilità francese al progetto di annessione al Regno di Sardegna, ribadendo la politica volta a conservare ai Grimaldi il controllo diretto di Mentone. D'altra parte appena due anni più tardi l'atteggiamento popolare filo piemontese andò progressivamente mutando a causa del rifiuto di Torino, in sede di trattative, di accordare a Mentone la clausola della città più favorita nel commercio dei limoni. Prendeva così corpo la tendenza filo francese di alcuni settori mentonaschi, in primo luogo per tutelare gli interessi monegaschi e in subordine quelli francesi, se pur ancora in prospettiva. La presa di coscienza della particolarità ligure della città andava paradossalmente ridimensionando le stesse aspirazioni nazionali italiane di una località che geograficamente e storicamente apparteneva da sempre e comunque al Bel Paese. Ciò nondimeno Carlo Faraldo, eminente giurista ed amministratore mentonasco, sin dal 1849 era stato chiamato all'Intendenza Generale di Nizza, dove percorse i primi gradi della carriera, occupandosi sempre attivamente degli affari di Mentone e della sua possibile graduale immissione nel sistema amministrativo sardo. Nel 1856, questo illustre cittadino mentonasco divenne Intendente di seconda classe a Genova, passando poi a Chambéry, a Brescia, a Savona, a Nizza(dove si trovò al momento dell'annessione francese, optando per cittadinanza italiana), a Palermo, indi come prefetto a Ravenna, Noto, Messina, Cuneo, Cremona, Verona, Foggia, Reggio Calabria, Macerata, Bologna; fu nominato Senatore del Regno di Italia il 2 giugno 1881 e morì il 30 giugno 1897. La storia di Mentone, che ha interpretato nei secoli le glorie genovesi dei Vento e quindi dei Grimaldi e ha segnato anche momenti importanti dell'influenza sabauda, vivendo pure le giornate convulse dell'occupazione napoleonica,  fini' per fare della città una delle perle della Costa Azzurra francese, grazie al suo microclima a carattere subtropicale. Circostanza che spezzo' però l'unità della Riviera ligure di Ponente e delle sue risorse turistiche ed ambientali.

Casalino Pierluigi.

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