La cucina di Nizza è un equilibrio perfetto tra terra e mare, frutto della storia di una città da sempre crocevia mediterraneo.
Tra i suoi piatti più autentici c’è il Lapin rôti à la niçoise, una ricetta che affonda le radici nella vita contadina delle colline circostanti, dove il coniglio era ingrediente quotidiano delle tavole familiari.
Non esiste una data esatta che ne sancisca la nascita, ma questo piatto rappresenta l’evoluzione naturale di preparazioni come il lou mating, il celebre coniglio saltato con pomodori, simbolo dei pranzi domenicali nelle osterie di campagna.
Oggi il Lapin rôti à la niçoise è un manifesto della cucina locale: ingredienti genuini, tecniche semplici e sapori che parlano di sole, ulivi e vigneti baciati dal vento del Mediterraneo.

La Ricetta del Lapin rôti à la niçoise
Ingredienti (per 4-5 persone)
- 1 coniglio ruspante tagliato a pezzi
- 3 spicchi d’aglio
- 2 cipolle affettate sottili
- 4 pomodori pelati e privati dei semi
- 4 ram
- Timo in fiore e 1 foglia di alloro
- 20 cl di vino bianco secco
- Olio extravergine d’oliva della Riviera Ligure o delle colline di Nizza
- Olive nere di Nizza (taggiasche)
- 10 patate Amandine
- Sale e pepe macinato al momento
Preparazione
- Preriscaldate il forno a 180°C.
- Tritate finemente aglio e cipolle; distribuiteli in una teglia ben unta con olio d’oliva. Salate, pepate e lasciate appassire in forno per alcuni minuti senza farli dorare.
- Posizionate i pezzi di coniglio nella teglia e irrorate con un filo d’olio. Aromatizzate con timo, rosmarino e la foglia d’alloro.
- Aggiungete la polpa di pomodoro e una generosa manciata di olive nere. Versate il vino bianco.
- Unite le patate sbucciate e tagliate a metà, salate e pepate di nuovo.
- Cuocete per circa 45 minuti, rigirando di tanto in tanto i pezzi di coniglio e bagnandoli con il loro sughetto per mantenerli morbidi.
Consiglio dello chef
Servite il piatto con una fetta di pane rustico per raccogliere il fondo di cottura, ricco di profumi di macchia mediterranea.
Il Lapin rôti à la niçoise non è soltanto una ricetta: è un pezzetto di storia da portare in tavola. Ogni boccone racconta una terra generosa, un’identità fiera e una tradizione culinaria che continua a vivere.















