Antibes si conferma capitale europea della creatività artigianale. Fino al 20 aprile, la città della Costa Azzurra ospita la 54ª edizione dell’Antibes Art Fair, storica rassegna dedicata all’arte moderna e contemporanea che, anche quest’anno, accende i riflettori sui mestieri d’arte attraverso lo spazio “Antibes Design e Métiers d’Art”.
Un’edizione particolarmente partecipata, capace di attrarre un pubblico numeroso e attento, come racconta anche Silvia Assin, in visita alla fiera: grande interesse soprattutto per l’artigianato artistico, con molti nuovi espositori e un forte rinnovamento rispetto allo scorso anno.
Un elemento comune? L’ispirazione alla natura, filo conduttore di molte opere.
Allestita sull’Esplanade du Pré des Pêcheurs, la manifestazione riunisce circa 80 artigiani provenienti da tutta la Francia in uno spazio di oltre mille metri quadrati.
Plume Marine, Antibes Art Fair. Fotografia di Silvia Assin
Il percorso espositivo si trasforma così in un viaggio immersivo tra materiali e tecniche: legno, vetro, metallo, fibre e ceramica diventano strumenti espressivi capaci di raccontare storie di ricerca, pazienza e innovazione.
Più che una semplice esposizione, la fiera punta sull’incontro diretto tra pubblico e creatori. I visitatori possono osservare da vicino processi e lavorazioni, riscoprendo il valore del fatto a mano e della produzione locale, sempre più centrale nel panorama contemporaneo.
Grande attenzione anche al dialogo internazionale. L’edizione 2026 guarda infatti al Mediterraneo con la Spagna ospite d’onore: protagonista SACo, realtà di riferimento per l’artigianato contemporaneo iberico.
In mostra otto artigiani che spaziano dai tessuti pregiati alle fibre vegetali, dalla ceramica ai gioielli, fino alle raffinate lavorazioni di materiali come paglia, pergamena e seta.

Vera Reato, Antibes Art Fair. Fotografia di Silvia Assin
Tra gli artisti che hanno colpito maggiormente i visitatori, spiccano le opere di Vera Reato, che trasforma il cemento in materia leggera e poetica ispirata a mondi sottomarini immaginari, e le creazioni in carta di Solange Battara, veri bassorilievi che evocano colori e superfici architettoniche del territorio.
Sguardo contemporaneo e sostenibile per Plume Marine, giovane artista che lavora la lana bollita con pigmenti naturali, dando vita a sculture e lampade dal forte impatto sensoriale. La luce diventa protagonista anche nelle lampade di Ale Casanovas, dove carta, legno e metallo si fondono in forme organiche ispirate alla natura.
Tra le installazioni più suggestive, le sculture in bambù di Régis Resserteur, sospese tra architettura e paesaggio naturale, e le opere in acciaio e vetro di Gaelle Pinard, capaci di creare ambienti visivi di grande fascino.
Non mancano ritorni apprezzati, come la ceramista Karen Ctorza, presente già nella scorsa edizione con nuove creazioni, e incursioni nel mondo dell’arte contemporanea più concettuale, come le opere di Philippe Shangti, protagonista di uno stand centrale di forte impatto.

Creatore mobili italiani, Antibes Art Fair. Fotografia di Silvia Assin
Particolare interesse ha suscitato anche il lavoro di Kara I Indigo, artista specializzata nelle tecniche di tintura giapponese, e le creazioni degli ospiti spagnoli, tra cui lo scultore Arturo Álvarez, con opere cinetiche basate su giochi magnetici e ombre, e Henar Iglesias, nota per le sue raffinate lavorazioni con le piume.
Un’edizione che conferma il ruolo dell’Antibes Art Fair come piattaforma di incontro tra tradizione e innovazione, capace di valorizzare l’artigianato d’eccellenza e di intercettare le nuove tendenze del design contemporaneo. Un appuntamento che continua a crescere, conquistando pubblico e addetti ai lavori.









































