Sbloccati gli aggiornamenti dei canoni: ecco come funziona il nuovo indice pubblicato dall’Insee e quando è possibile ritoccare l’affitto
L’indice di riferimento dei canoni di locazione torna a crescere, anche se con ritmo moderato.
L’Insee ha pubblicato il dato relativo al secondo trimestre 2026: un aggiornamento atteso da proprietari e inquilini perché determina gli eventuali aumenti degli affitti nei contratti abitativi, sia per immobili vuoti sia arredati.
Il nuovo valore dell’Irl si attesta a 148,37 nella Francia metropolitana, in aumento rispetto al trimestre precedente (146,60) e con una crescita annua dell’1,15%.
Dopo il +0,78% registrato nei primi tre mesi dell’anno, si tratta di un’accelerazione contenuta ma significativa, che riapre la possibilità di adeguamenti dei canoni.
Quando può aumentare l’affitto
Non tutti i contratti sono automaticamente interessati. L’adeguamento del canone è possibile solo se previsto dal contratto di locazione. In questo caso, il proprietario può rivedere l’affitto una volta all’anno, applicando la variazione dell’indice.
La revisione avviene:
- alla data indicata nel contratto;
- oppure, in assenza di indicazioni, alla data anniversaria della firma.
Il tetto massimo dell’aumento è fissato proprio dall’Irl: per il secondo trimestre 2026, non si potrà superare l’1,15% in Francia metropolitana.
Come si calcola l’indice
L’Irl è costruito sulla base dell’andamento dei prezzi al consumo, escludendo tabacco e affitti, e calcolato sulla media degli ultimi dodici mesi. È quindi uno strumento pensato per riflettere l’inflazione “reale” e mantenere un equilibrio tra tutela degli inquilini e rendimento per i proprietari.
Le differenze territoriali
Il dato varia leggermente nei territori d’oltremare e in Corsica:
- Corsica: indice a 146,22
- Dipartimenti e regioni d’Oltremare (Guadalupa, Guyana, Martinica, Réunion, Mayotte): 146,94
Valori inferiori rispetto alla Francia continentale, che incidono direttamente sui limiti di aggiornamento dei canoni in queste aree.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Dopo un periodo di contenimento degli aumenti, il nuovo dato segnala una ripresa graduale degli adeguamenti.
Per i proprietari, si apre uno spazio – seppur limitato – per recuperare parte dell’inflazione. Per gli inquilini, invece, si prospettano rincari contenuti ma diffusi.
In un mercato immobiliare ancora sotto pressione, l’Irl resta uno degli strumenti chiave per regolare i rapporti tra domanda e offerta, evitando oscillazioni troppo brusche dei canoni














