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Eventi | 17 settembre 2026, 19:00

Jammin’Juan, a Juan-les-Pins il jazz cerca le sue nuove stelle

Due giorni di concerti e showcase al Palais des Congrès Antipolis: dodici formazioni emergenti davanti a programmatori, giornalisti e pubblico. Sul palco anche Setenta e Ink

Jammin’Juan - Lea Maria Fries_(c) OTC_V.Delplace

Jammin’Juan - Lea Maria Fries_(c) OTC_V.Delplace

Il jazz europeo torna a darsi appuntamento sulla Costa Azzurra, ma questa volta il palcoscenico non sarà soltanto quello dei grandi concerti. A Juan-les-Pins, il 29 e 30 ottobre, torna Jammin’Juan, il mercato professionale del jazz giunto alla nona edizione e pensato come una vera vetrina per gli artisti emergenti.

L’obiettivo è semplice e ambizioso: mettere in contatto musicisti e professionisti dell’industria musicale, creando occasioni concrete per festival, sale da concerto, club, agenti, media e programmatori.

Un modello che punta sulla scoperta, più che sui nomi già affermati. La formula prevede dodici showcase, sei per giornata, della durata di 35 minuti, distribuiti tra le 14 e le 19.


Jammin’Juan2025- Who parked the car ( c) OTC_V.Delplace

Il Palais des Congrès Antipolis diventerà così per due giorni una sorta di laboratorio internazionale del jazz. Giovedì 29 ottobre saliranno sul palco Jennings/Perchaud Duo Acoustique, Buck, Knobil, Anthony Jambon Group, Awa Ly e Matti Klein Soul Trio. Venerdì 30 sarà la volta di Crozphonics, Nicolas Gardel Quartet, Nils Kassap & Friends, Bram de Looze Solo, Johan Dupont Trio ed Elise Vassallucci Quintet.

A completare il programma, due concerti serali aperti al pubblico. Giovedì 29 alle 21 sarà protagonista Setenta, formazione parigina nata nel 2006 e considerata una delle realtà internazionali di riferimento nel latin jazz funk.

Il gruppo, guidato dal cantante e produttore Osman Jr, mescola jazz latino, soul, funk, hip hop e suggestioni afro-cubane. Nel 2026, a vent’anni dalla nascita, prepara inoltre un nuovo capitolo della propria evoluzione musicale, con un approccio nuyoricano hip hop jazz.

Venerdì 30 toccherà invece a Ink, progetto guidato dal batterista e compositore Victor Gachet. La formazione allargata a sette musicisti sviluppa un dialogo tra improvvisazione jazz e tradizioni orali africane, nel solco dell’album African Roots e del nuovo singolo Deni, che intreccia canto burkinabè e jazz contemporaneo.

Non mancherà anche uno spazio dedicato ai più giovani. Alla Médiathèque Albert Camus, venerdì 30 ottobre, è in programma Rajasthan Express, viaggio musicale attraverso il Rajasthan pensato per avvicinare i bambini alla musica e al jazz.


Jammin’Juan2025- Cuban Jazz Syndicate_( c) OTC_V.Delplace

La manifestazione conserva dunque una doppia anima: professionale, con momenti di incontro e networking tra operatori del settore, e popolare, grazie agli appuntamenti accessibili al pubblico.

Per gli showcase il pass costa 12 euro per una giornata e 20 euro per entrambe; i concerti serali sono proposti a 15 euro, 12 per le tariffe ridotte, mentre il forfait per entrambe le serate è di 28 euro, 22 ridotto.

Per gli operatori del settore sono previsti invece pass professionali da 55 euro per una giornata e 100 euro per due, comprensivi dei relativi ingressi e cene.

Due giorni, dunque, per ascoltare il jazz di oggi e soprattutto provare a capire quale sarà quello di domani. È questa la scommessa di Jammin’Juan: trasformare Juan-les-Pins in un punto d’incontro europeo dove i talenti ancora da scoprire possano trovare il pubblico, ma anche chi avrà il compito di portarli sui palchi del futuro.

Beppe Tassone

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