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Sanità | 07 ottobre 2026, 08:49

Pazienti dell’UPPM “La Roseraie” di Monaco alla Tenuta Sant’Egidio: quattro giorni tra natura, arte e socialità (Foto)

Dal 2 al 5 ottobre, alcuni pazienti della struttura psichiatrica monegasca hanno vissuto a Soriano nel Cimino un’esperienza accompagnata dai professionisti dell’UPPM e ospitata dall’associazione GEA

Si è conclusa lunedì 5 ottobre, alla Tenuta Sant'Egidio di Soriano nel Cimino, l'esperienza iniziata venerdì 2 ottobre che ha portato alcuni pazienti dell'Unité de Psychiatrie et de Psychologie Médicale (UPPM) "La Roseraie" del Principato di Monaco a trascorrere quattro giorni immersi nella natura, a Soriano nel Cimino, accompagnati dal dott. Frédéric Comparon, psichiatra e responsabile dell'UPPM, e dall'arteterapeuta Monica Di Rocco. L'iniziativa è nata da Anna Maria Benedetti Gaglio, fondatrice insieme al marito dell'associazione eponima del Principato di Monaco, da anni impegnata nel sostegno alle attività rivolte ai pazienti della psichiatria monegasca. Ad accogliere il gruppo è stata l'associazione GEA, che gestisce la Tenuta Sant'Egidio attraverso Azzurra Benedetti Gaglio, dottoressa in Scienze Naturali, e il marito, il dottor Gianfranco Pisa che ha la stessa formazione universitaria e con lei ne cura la gestione.

L'UPPM, acronimo di Unité de Psychiatrie et de Psychologie Médicale, è la struttura monegasca "La Roseraie" dedicata all'accompagnamento di persone con patologie e fragilità psichiatriche. Il suo lavoro si inserisce in un percorso che punta, accanto alla presa in carico terapeutica, alla riabilitazione psicosociale, alla socializzazione e al mantenimento o al recupero dell'autonomia. A esserne responsabile è lo psichiatra Frédéric Comparon, che ha accompagnato personalmente il gruppo durante il soggiorno in Italia insieme all'arteterapeuta Monica Di Rocco.

Sono stati quattro giorni, intensi e produttivi, fuori dal contesto monegasco, che ci ha permesso di cambiare ambiente, ritmi e prospettiva. Non una vacanza e neppure un'alternativa alle cure, ma un'esperienza complementare costruita intorno alla natura, all'arte e alla possibilità di sperimentare situazioni nuove, mantenendo le cure e l'assistenza l'accompagnamento dei professionisti. Fondamentale per la realizzazione del progetto è stato il ruolo dell'associazione GEA, che gestisce la Tenuta Sant'Egidio e ne ha messo a disposizione gli spazi e le attività. A curare direttamente la gestione della Tenuta è Azzurra Benedetti Gaglio, dottoressa in Scienze Naturali, insieme al marito, il dottor Gianfranco Pisa, anch'egli laureato nella stessa disciplina. Una formazione che si riflette nell'approccio con cui viene vissuta e raccontata la proprietà: non semplicemente un luogo di soggiorno, ma un ambiente nel quale natura, conoscenza del territorio e osservazione della biodiversità diventano parte integrante dell'esperienza. 

Alla Tenuta Sant'Egidio le giornate sono state scandite da passeggiate, attività all'aperto,  laboratori didattico, creativi e momenti condivisi. Tra le esperienze anche un picnic nella faggeta monumentale del Monte Cimino, Santuario dell'UNESCO, e una visita a Soriano nel Cimino, in questi giorni animato dalla tradizionale Sagra delle Castagne. In questo contesto si è inserito il lavoro dell'arteterapeuta Monica Di Rocco. Trasportare questa esperienza fuori dall'ambiente abituale permette di aprire un nuovo spazio di espressione. Questa volta sono stati gli alberi, la terra, i colori, i profumi, le api e i loro alveari, e le esperienze della giornata a poter diventare materia di creazione. Le ricerche dedicate all'arteterapia mostrano a loro volta risultati incoraggianti, in particolare rispetto ad alcuni sintomi ansiosi e depressivi, pur ricordando che si tratta di un accompagnamento complementare e che ulteriori studi sono necessari.

Natura, arte e medicina: un incontro, non un'alternativa

È precisamente qui che risiede la particolarità dell'esperienza vissuta alla Tenuta Sant'Egidio. Non si tratta di contrapporre il farmaco a una passeggiata nel bosco, la medicina alla natura o la psichiatria all'arte. Si tratta di farli dialogare. I pazienti sono rimasti accompagnati dal dott. Frédéric Comparon e dall'arteterapeuta Monica Di Rocco, che conoscono il loro percorso. La natura è diventata un altro spazio nel quale osservare, creare, sperimentare, recuperare fiducia e ritrovare una forma di autonomia. È inoltre essenziale non generalizzare. Depressione, disturbo bipolare, disturbi dello spettro autistico e altre patologie psichiatriche e psicotiche, in particolare la schizofrenia, corrispondono a realtà molto differenti e necessitano di prese in carico specifiche. I dati scientifici attualmente disponibili sugli interventi legati alla natura sono più solidi soprattutto per ansia, depressione e stress e non possono essere trasposti indistintamente a tutte le diagnosi.

Dormire sotto le stelle, ascoltare la natura

Alla Tenuta Sant'Egidio l'immersione non si è fermata alla conclusione delle attività della giornata. I partecipanti hanno potuto dormire in tende attrezzate con tutti i comfort necessari, nel cuore della proprietà, ritrovando la sera qualcosa che la vita quotidiana lascia raramente ascoltare: il silenzio scandito dai suoni della natura. Hanno scoperto gli edifici della Tenuta, ricostruiti anche attraverso il reimpiego di pietre provenienti da antichi monasteri ritrovate sul sito e restaurati a nuove funzioni, lavorato l'argilla per riprodurre le tracce degli animali presenti nel parco e imparato a osservare in modo diverso ciò che li circondava.La Tenuta custodisce inoltre una presenza inattesa: la Barca Imperiale Cinese, un monumentale vascello in marmo bianco del peso di circa cento tonnellate, riproduzione in scala 1:3 della celebre Barca di Marmo dell'imperatrice Cixi al Palazzo d'Estate di Pechino. Donata a GEA dal governo cinese, è stata anche protagonista di un volume in mandarino diffuso tra migliaia di studenti in Cina.Sono esperienze e scoperte che alimentano la curiosità, invitano all'osservazione e interrompono gli automatismi della quotidianità.

Verso un appuntamento annuale

Questa prima esperienza potrebbe ora aprire una nuova strada: trasformare il soggiorno alla Tenuta Sant'Egidio in un appuntamento annuale per alcuni dei pazienti seguiti a Monaco dall' UPPM. La sua ripetizione permetterebbe non soltanto di offrire periodicamente alcuni giorni fuori dall'ambiente abituale, ma anche di osservare nel tempo ciò che queste esperienze possono apportare in termini di benessere percepito, socializzazione, autonomia e qualità della vita. Non per dimostrare che una foresta possa sostituire un percorso medico ma per "affiancarlo" e così ricordare qualcosa di più semplice e forse più essenziale: dietro ogni diagnosi c'è una persona. Una persona che può ancora scoprire, creare, scegliere. Camminare sotto alberi secolari, mettere le mani nell'argilla, condividere un pasto, dormire ascoltando la natura, percorrere le strade di un paese in festa, osservare il volo di un falco o emozionarsi davanti agli alveari, o fare qualcosa di nuovo, come il tiro con l'arco. 

Perché la cura non si limita necessariamente a ciò che avviene negli spazi tradizionalmente dedicati alla medicina. 

Quando un'esperienza si inserisce in un percorso rigoroso e resta accompagnata da professionisti, la riconquista del benessere può passare anche attraverso un gesto semplice: camminare, guardarsi intorno e ritrovare, poco alla volta, il desiderio di partecipare al mondo.

Redazione

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