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Altre notizie | 01 novembre 2020, 09:39

1945: quando la Francia voleva annettersi la provincia di Imperia

Una pagina di storia da ricordare

1945: quando la Francia voleva annettersi la provincia di Imperia

Nella primavera del 1945 sulla costa ligure i soldati francesi occuparono Ventimiglia, Camporosso e Vallecrosia, arrivando fino a Bordighera. Un plotone di coloniali senegalesi si spinse addirittura  fino a Imperia per qualche giorno. I francesi adottarono sistemi poco ortodossi, comportandosi in maniera arrogante anche con atti tipici di pulizia linguistica (così come era avvenuto a Nizza nel 1861, provocando la reazione di Garibaldi e della gran parte dei Nizzardi rimasti in città dopo il cosiddetto esodo nizzardo a seguito della dolorosa e maldigerita cessione della Contea alla Francia).

Nei loro piani c'era di  annettersi una fascia territoriale fino a Ranzi di Pietra Ligure, ricostruendo e ampliando persino gli antichi confini della provincia sabauda di Nizza, in memoria delle occupazioni napoleoniche di Oneglia e di Loano. Questa volta i francesi si ritirarono dopo quasi tre mesi, il 18 luglio 1945, in seguito a un ultimatum del presidente Usa Truman verso il troppo esuberante De Gaulle, il quale aveva anche vagheggiato di rivendicare in Piemonte metà val Susa, val Chisone e val Varaita, francesi fino al trattato di Utrecht del 1713. Alla fine si dovette accontentare di Briga, Tenda, e dei passi Monginevro e Moncenisio. Un ruolo decisivo nella orgogliosa difesa dei confini patrii in Liguria ebbe Paolo Emilio Taviani, che si batté con coraggio, non privo di grande livello diplomatico, ma anche con la determinazione dei combattenti partigiani che vedevano nei francesi comportamenti non diversi da quelli delle peggiori bande nere e dei loro alleati nazisti. Analogamente le migliori energie morali e civili del Paese insorsero contro simili prospettive.

L'Italia liberata non perdeva, infatti, quel senso di amore per la patria che superava ogni divisione di parte. Circostanza che in Val d'Aosta aveva costretto i partigiani a trovare persino un'intesa con i repubblichini pur di non subire la tracotanza delle truppe francesi e contrastarne l'avanzata. Le stesse, pur legittime, aspirazioni locali vennero meno di fronte a tali atteggiamenti.Lo storico valdostano Federico Chabod si distinse, al pari di Taviani, in questa opera di tutela dei valori di autonomia e di libertà che furono poi stesi nella nuova Costituzione repubblicana italiana.

La provincia di Imperia, e soprattutto Sanremo, rimasero ancora in qualche modo ostaggio dei francesi come si vide quando la Città dei Fiori celebrò la prima edizione del noto festival della canzone italiana. Parigi reagì con acredine, temendo una accresciuta concorrenza turistica del Ponente ligure nei confronti della vicina Costa Azzurra.

Casalino Pierluigi

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