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Sport | 21 novembre 2022, 16:00

Charles Leclerc e la Ferrari secondi nel Mondiale 2022 di Formula 1. Un risultato che deve essere un punto di (ri)partenza

E già fa specie, quasi strano, poter definire Leclerc l'alfiere di questa rossa, perchè per gran parte della stagione lui e Carlos Sainz sono stati trattati dalle gerarchie Ferrari a parità di grado

Foto Ferrari

Foto Ferrari

A rileggere il mondiale di Formula 1 del 2022 partendo dalla fine, e cioè dai risultati, il campionato vissuto dalla Ferrari e dal suo alfiere, il monegasco Charles Leclerc, sembrerebbe più positivo di quanto non dicano le numerose critiche piovute nell'arco della stagione soprattutto sulla gestione del team e sull'affidabilità della monoposto, aggiungendo anche quelle saltuarie (ma arrivate in primis da sè stesso) al pilota per i suoi errori.

E già fa specie, quasi strano, poter definire Leclerc l'alfiere di questa rossa, perchè per gran parte della stagione lui e Carlos Sainz sono stati trattati dalle gerarchie Ferrari a parità di grado. Quasi come se le due vittorie del monegasco nelle prime tre gare stagionali non fossero bastate per guadagnare i gradi di primo pilota. Una scelta che ha pesato per tutta la prima parte del campionato, e che ha trovato il suo culmine a Silverstone con la prima meritata vittoria dello spagnolo, dovuta però anche a una scelta del Cavallino, sacrificando un potenziale successo di Leclerc che in quel momento poteva ancora provare a impensierire Verstappen nel mondiale piloti.

Ma i primi segni di cedimento per la Ferrari si erano già manifestati qualche mese prima: dopo l'illusione di inizio anno, ci si è messa l'affidabilità (a Barcellona e a Baku) e poi le scelte, in alcuni casi scellerate a penalizzare il numero sedici (Monaco, Silverstone e Ungheria) a privare Leclerc di 6 potenziali vittorie nella prima parte di stagione (nel conto va aggiunto il suo errore in Francia). Sono tutte reali vittorie sfumate, perchè in quelle sei circostanze il monegasco era al comando della gara, e con un andamento diverso avrebbe potuto portare a casa il bottino pieno.

Col senno di poi, forse non sarebbe bastato a vincere il titolo, vista la netta superiorità Red Bull al ritorno dalla sosta estiva e fino alla gara di Abu Dhabi. Certo è che nell'andamento 2022 sono emersi tutti i difetti, le pecche e le mancanze che il team di Maranello deve ancora colmare quantomeno per giocarsi fino in fondo i due campionati del mondo, che ormai mancano dal 2007 (titolo piloti) e 2008 (quello costruttori).

E se quest'anno, come più volte ricordato dal team principal Mattia Binotto, la Ferrari non aveva mai promesso di poter lottare per il titolo ma solo di poter tornare competitiva dopo due anni a secco di successi di tappa, i secondi posti nei due mondiali possono e devono rappresentare il nuovo punto di partenza, anzi, di ripartenza. Perchè Charles Leclerc ha finalmente voglia di poter esprimere tutto il suo enorme talento, riconosciuto in più occasioni, per porre la sua firma sull'albo d'oro della categoria regina del Motorsport a quattro ruote. E la Ferrari, dopo l'ennesima figuraccia rimediata in Brasile, ha capito che il pilota ha raggiunto un livello di maturità tale per poter trascinare il Cavallino nuovamente sul tetto del mondo. Meglio tardi che mai.

Va così in archivio la stagione che ha aperto una nuova era per la Formula 1: con il dominio meritato di Max Verstappen, che in numeri supera Michael Schumacher e Sebastian Vettel per aver vinto più gare in una singola stagione (15), anche se i 13 successi a cui si sono fermati i due tedeschi sono arrivati in annate in cui si correvano meno di ventidue gare come successo in questa occasione. E' anche il primo anno dal 2007 in cui Lewis Hamilton non vince nemmeno una gara in una singola annata. Ma in mezzo a questi numeri dominanti c'è stato anche spazio per le prime vittorie di Carlos Sainz e George Russell, e la prima pole position di Kevin Magnussen e della Haas.

Per Leclerc il mondiale si chiude con il secondo posto finale nella classifica piloti, tre successi e nove pole position (nessuno come lui nel 2022). Nella speranza, l'anno prossimo, di lottare per portare sul gradino più alto la bandiera del Principato di Monaco.

 

 

Federico Bruzzese

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