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Altre notizie | 04 dicembre 2022, 16:25

La missione storicoculturale ed economica del Principato di Monaco alla ricerca e alla valorizzazione delle proprie origini liguri ed italiane

Sappiamo che le fortune del Principato di Monaco risalgono soprattutto alle sue radici genovesi e liguri

La missione storicoculturale ed economica del Principato di Monaco alla ricerca e alla valorizzazione delle proprie origini liguri ed italiane

Sappiamo che le fortune del Principato di Monaco risalgono soprattutto alle sue radici genovesi e liguri, ma non possiamo neanche dimenticare che già nell'antichità la presenza ligure era elemento fondamentale della storia di questo luogo, che prendeva il nome di Porto d'Ercole e si intrecciava con le memorie greche prima e romane poi. L'eroe greco, in onore del quale venne eretto un tempio, fece, infatti, di questo angolo di mondo "la casa di uno solo"(dal greco Monoikos, termine che darebbe appunto il nome al Principato di Monaco), cioè di se stesso, che da semidio venne assunto in cielo come divinità dopo la sua morte.

Il culto di Ercole (l'Eracle dei greci) era dunque l'unico ammesso da queste parti. Aldilà delle reminiscenze mitiche, tuttavia, ci sovviene in particolare lo storico greco del I secolo d.C Strabone che ci parla delle terre dei liguri, confinanti con l'area squisitamente celtica, e perfettamente inserite nel contesto geografico e politico (oggi si direbbe geopolitico) italico: Monaco e dintorni, a partire dall'odierno Var erano infatti occupate dalla notte dei tempi dai liguri e poi dai celtoliguri, stirpi certamente appartenenti alle genti italiche e poco dopo entrate a far parte della Legio IX italica secondo le suddivisioni decise dall'imperatore Augusto. Saranno in seguito Dante e Petrarca a fissare sul Var i confini naturali d'Italia. Strabone, sulla scorta delle opere di Polibio, altro gigante della storiografia antica, si sofferma sulle caratteristiche dei liguri, sulle loro usanze alimentari ("i liguri, scrive Strabone, coltivano le zone di mare, prevalentemente montuose, allevano mucche e si cibano di latte e di una bevanda a base di orzo"), sulle loro tecniche di costruzione e sui contatti con i popoli vicini, con particolare riferimento alle colonie elleniche fondare dai focesi nel Mediterraneo occidentale e principalmente Marsiglia, Antibo e Nizza, dove l'elemento ligure preesistente bene si concilio' con i nuovi arrivati. D'altronde "le spiagge, scrive ancora Strabone, si susseguono da Monaco al Tirreno senza interruzioni e con ben pochi porti" e precisa che le Alpi, un tempo chiamate Albi (da cui deriva il nome di Albintemelia), partono più a levante e non da Monaco. Sempre Strabone ci racconta la storia dei liguri intemelii e ingauni e il loro interagire, pur nelle differenze, con gli altri liguri, oltre che celebrarne le virtù marinare e terrestri. Genova era inoltre definita per eccellenza "emporio dei liguri" e prendeva il nome dai liguri genuati, che, secondo la leggenda, si sarebbero ispirati al dio Giano. I Nervi invece, a detta dello stesso Strabone, popolavano aree vicine a Genova e successivamente si mossero verso l'attuale Nervia a occidente e si stanziarono nei pressi dell'odierna Dolceacqua, mischiandosi con genti celtiche. Fu facile pertanto alla potenza romana coniugare la propria missione civilizzatrice con l'eredità storica e culturale di popoli, che dopo una certa comprensibile resistenza, finirono per assocciarsi al comune e vittorioso destino dell'Urbe, divenendone, a loro volta, protagonisti. E' anche per questa ragione che gli attuali reggitori del Principato guardano con fiducia ad un rapporto privilegiato con Genova e la Liguria e in genere con quelle ascendenze del Bel Paese che sono un tutt'uno con la dinastia dei Grimaldi. E i Grimaldi fanno proprie le parole di Strabone che considerava i liguri del mare (prima ancora degli altri liguri,che pur occupavano suolo italico, fino al Meridione d'Italia e alle isole), speciali appartenenti ai popoli italiani. Vanno dunque salutate con favore tutte quelle iniziative di natura economica e di sviluppo che vengono promosse in maniera determinante nell'intero arco del Ponente ligure, da Ventimiglia a Villanova d'Albenga, oltre che nel capoluogo genovese, da enti e personalità monegasche.

Pierluigi Casalino

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