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Politica | 08 luglio 2024, 06:00

La Francia ha scelto: l’estrema destra non passa!

Si va verso un governo tecnico appoggiato dalle forze di centro sinistra con l’estrema destra e l’estrema sinistra all’opposizione. Oggi le dimissioni del governo

Palais Bourbon, sede dell'Assemblea Nazionale

Palais Bourbon, sede dell'Assemblea Nazionale

Quando, alle 20, la televisione francese ha svelato i primi exit pool, buona parte dei francesi già conosceva la tendenza dei ballottaggi.

I giornali belgi intorno alle 18 avevano pubblicato i sondaggi e i francesi erano stati informati che la rivoluzione nera non c’era stata, sconfitta dalla volontà popolare con un’alta percentuale di affluenza alle urne e dalla desistenza tra i candidati della sinistra e del centro.

L’esito finale che disegna la nuova Assemblea Nazionale è ben diverso da quello che solo una settimana fa si prospettava.

La destra, che alcuni ipotizzavano con maggioranza assoluta, giunge terza e, nei numeri, non può in ogni caso formare un esecutivo in grado di ottenere la maggioranza in Parlamento.

Ha vinto la gauche, un “campo largo” che ora va scomposto nelle sue varie componenti.

La grande sorpresa sono i centristi di Macron che, in una settimana, hanno compiuto un forte balzo: si piazzano al secondo posto, ma sono indispensabili per formare qualsiasi maggioranza.

I liberali – centristi sarebbero addirittura il primo partito se li si va a sommare con i Républicains che non hanno seguito Ciotti nell’avventura di estrema destra: in questo caso i seggi sarebbero addirittura 207.

Ora occorre lasciare sfogare i diversi esponenti politici e far smaltire l’adrenalina, poi la palla passerà ad Emmanuel Macron che dovrà conferire l’incarico per formare un nuovo governo.

L’unica alleanza che pare percorribile è quella fra centristi ed una parte della sinistra: una sorta di centro sinistra tecnico, come ipotizzavamo già ieri, alla vigilia delle elezioni.

Due cose sono certe: per un anno il Parlamento non potrà essere sciolto e la Costituzione prevede che un governo sia formato: con ogni probabilità il governo “tecnico” nascerà da una collaborazione (difficile oggi ipotizzare quanto stretta) tra alcune forze di sinistra ed i centristi, con le estreme (quella di sinistra di Mélanchon e quella di destra della Le Pen) all’opposizione.

Oggi il Primo Ministro Gabriel Attal presenterà le proprie dimissioni: non è scontato che Macron le accolga, lasciandolo al suo posto in attesa di un accordo su un nuovo esecutivo.

Questi i risultati elettorali ed i relativi seggi

  • Nouvelle Union Populaire écologique et sociale: 175     seggi ;   
  • Ensemble (Renaissance, MoDem, Horizons): 147 seggi ;         
  • Les Républicains: 67    seggi ;
  • Rassemblement National: 140 seggi;   
  • Altri: 16     seggi.   


Per quanto concerne il Dipartimento delle Alpi Marittime, i sei seggi ancora da assegnare dopo il primo turno, sono stati così assegnati.

Circoscrizione 1

  • Éric Ciotti (Union LR-RN)

Circoscrizione 2

  • Lionel Tivoli (Rassemblement national)

Circoscrizione 3

  • Bernard Chaix (Union LR-RN)

Circoscrizione 7

  • Éric Pauget (Les Républicains)

Circoscrizione 8

  • Alexandra Martin (Les Républicains)

Circoscrizione 9

  • Michèle Tabarot (Les Républicains)



Beppe Tassone

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