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Altre notizie | 12 maggio 2025, 08:00

Nice, la movida non dà tregua: proteste in Rue Bonaparte e Place du Pin

Residenti esasperati: "Vogliamo dormire, non fare la guerra ai ristoratori. Serve equilibrio."

Nice, la movida non dà tregua: proteste in Rue Bonaparte e Place du Pin

La pazienza è finita per i residenti di Rue Bonaparte e Place du Pin, cuore pulsante della movida nizzarda. Al civico 6 di Rue Bonaparte, gli abitanti hanno manifestato il loro malessere in modo evidente: striscioni alle finestre, slogan come “Chut, merci” e “Moins de bruit!” a invocare silenzio e rispetto per chi ci vive tutto l’anno.

«Le serate sono diventate un incubo, raccontano a Nice Matin portavoce del disagio. Con l’arrivo della bella stagione, il rumore è costante, sette giorni su sette. A pranzo si sopporta, ma la sera tra musica, chiacchiere e urla fino alle due del mattino non si dorme più».

Tanti sono i firmatari della petizione “Pour une rue vivante et vivable”, promossa proprio dagli inquilini dello stabile, non lontano da Place Garibaldi.



“La Rue de la Soif”: la strada della sete
La chiamano ironicamente “Rue de la Soif”, strada della sete, a sottolineare il via vai notturno di turisti e avventori nei tanti bar e locali. Ma per i residenti è un salasso, anche economico. Spese straordinarie ed anche mutui per installare doppi vetri e climatizzazione.

“Un quartiere snaturato”
Per molti, il problema va oltre il rumore. È la trasformazione del quartiere stesso a preoccupare. «I ristoratori dicono che grazie a loro gli immobili hanno aumentato di valore, raccontano alcuni residenti. Ma io sono in affitto: ho solo i disagi, nessun beneficio».

E un’altra rincara: «Non ci sono più negozi di quartiere. Niente macellaio, niente lavanderia. Solo locali. È diventato un quartiere turistico alla moda, non più un posto dove vivere bene».

“Serve equilibrio, non una crociata”
Un’altra residente precisa: «Sappiamo che è un quartiere vivace. Non vogliamo una guerra contro i ristoratori, ma serve equilibrio. Più controlli, più passaggi della polizia municipale e il rispetto delle regole». La preoccupazione è che il peggio debba ancora arrivare: «Siamo a maggio e già è così. Immaginiamo cosa sarà in estate».

Secondo molti residenti, alcuni esercizi non rispettano né gli orari di chiusura né i limiti delle concessioni per le terrazze. «Più gente significa più rumore», sospira un abitante.

Un segnale dal Comune
Le proteste non sono cadute nel vuoto. Il sindaco Christian Estrosi ha fatto visita alla zona per raccogliere personalmente le lamentele.

Una delegazione comunale ha incontrato i commercianti per cercare una mediazione. L’obiettivo? Conciliare la necessità di riposo degli abitanti con il diritto al lavoro degli esercenti. «Anche noi vogliamo regole chiare e condivise, assicura Jean-Pierre Scarfone, presidente dei commercianti di Rue Bonaparte. Il rispetto deve essere reciproco».

Un compromesso, dunque, sembra possibile. Ma il tempo stringe e l’estate è già alle porte.


Beppe Tassone

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