/ Altre notizie

Altre notizie | 04 gennaio 2026, 08:00

Saint-Honorat, l’isola del silenzio: tra vigneti monastici e spiritualità a due passi da Cannes

Nell’arcipelago di Lérins, un’oasi senza tempo dove da oltre 1.600 anni i monaci cistercensi custodiscono natura, storia e tradizioni vinicole. Foto di Silvia Assin

L'Isola di Saint Honorat a Cannes, fotografie di Silvia Assin

L'Isola di Saint Honorat a Cannes, fotografie di Silvia Assin

Silvia Assin ci accompagna, in un momento invernale che anticipa la primavera, alla scoperta di uno dei gioielli della Costa Azzurra: l'Île Saint-Honorat con la sua natura.

A pochi chilometri dalla mondanità di Cannes, l’isola di Saint-Honorat offre un cambio di scenario radicale. Qui il tempo rallenta e la vita segue ancora il ritmo pacifico dell’Abbazia di Lérins, fondata nel 410 d.C. da Saint Honorat.

Un luogo sospeso tra mare e spiritualità, meta ideale per una visita in giornata o per un ritiro lontano dal rumore del mondo.

Cuore dell’isola è il Monastère Notre-Dame de Lérins, abitato oggi da una comunità di circa venti monaci cistercensi.

Da secoli si prendono cura non solo della dimensione spirituale del luogo, ma anche del paesaggio: otto ettari di vigneti coltivati interamente a mano, uliveti, lavanda e sentieri ombreggiati da pini d’Aleppo e ulivi.

Dai loro terreni nascono vini rinomati, oltre 30 mila bottiglie l’anno, liquori come la celebre Lérina e olio d’oliva di qualità, tutti in vendita nel negozio dell’abbazia.

Passeggiando sull’isola si incontrano cappelle risalenti al X secolo, resti medievali e il suggestivo monastero fortificato dell’XI secolo, costruito per difendere la comunità dalle incursioni piratesche e oggi classificato monumento storico.

A testimoniare le vicende belliche restano anche due rari forni per palle di cannone, voluti da Bonaparte nel 1794.

Saint-Honorat è anche un santuario naturale: niente grandi mammiferi, ma una fauna discreta fatta di lucertole rare, insetti e coleotteri.

Un equilibrio fragile, tutelato con attenzione dai monaci, che invitano i visitatori al rispetto dell’ambiente.

Per chi desidera un’esperienza più profonda, l’abbazia apre le porte della foresteria: soggiorni da due notti a una settimana, nel silenzio, nella preghiera e nella semplicità.

Un invito a ritrovare l’essenziale, in uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti della Costa Azzurra.


Beppe Tassone

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium