Nizza diventa il simbolo di una nuova stagione nella tutela degli oceani: alla mairie, è stata ufficialmente celebrata l’entrata in vigore del Trattato delle Nazioni Unite per la protezione dell’Alto Mare, un accordo atteso da oltre vent’anni e operativo in tempi record: meno di sei mesi dalla sua adozione.
Il trattato, approvato durante la terza Conferenza delle Nazioni Unite sull’Oceano (UNOC3), organizzata proprio a Nizza nel giugno 2025, e ratificato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre successivo, stabilisce un quadro giuridico comune per la salvaguardia della biodiversità marina nelle aree al di fuori delle giurisdizioni nazionali.
Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti istituzionali francesi, delegati delle Nazioni Unite e delegazioni degli 81 Paesi firmatari, confermando il valore internazionale dell’iniziativa e il ruolo crescente della città nella diplomazia ambientale.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, l’entrata in vigore del trattato segna una vera svolta nella governance degli oceani, introducendo un sistema di gestione condivisa delle acque internazionali, che rappresentano circa il 50% della superficie del pianeta.
Le Nazioni Unite assumeranno il coordinamento delle politiche, con la responsabilità affidata agli Stati aderenti, chiamati a definire misure comuni in materia di tutela della biodiversità, ricerca scientifica, tecnologie marine e gestione sostenibile delle risorse.
Il numero dei Paesi firmatari è destinato ad aumentare: tra le possibili nuove adesioni figurano grandi potenze come Cina e India, rafforzando ulteriormente il peso politico e operativo dell’accordo a livello globale.
Nel frattempo, Nizza consolida il proprio profilo internazionale. La città è stata infatti designata come uno dei poli della nuova Coalizione mondiale delle città costiere e delle isole, organismo che riunisce circa 500 realtà urbane affacciate sui mari e sugli oceani.
La coalizione avrà il compito di portare la voce dei territori direttamente ai tavoli decisionali delle Nazioni Unite, contribuendo a orientare le politiche ambientali e di adattamento climatico.
La sede operativa sarà collocata presso la stazione marittima del porto di Nizza, in prossimità del centro congressi Océanice. Il calendario delle attività prevede incontri periodici in diverse parti del mondo: la prossima riunione internazionale è in fase di organizzazione a Dakhla, in Marocco.
Tra i primi obiettivi concreti legati all’applicazione del trattato figura l’istituzione di nuove aree marine protette. La prima potrebbe nascere proprio a Nizza, lungo un tratto di costa che si estende dalla punta dell’aeroporto fino a Cap de Nice, per circa sette chilometri di lunghezza e tre di larghezza.
Il progetto è in attesa della validazione definitiva da parte delle autorità francesi e mira a garantire la tutela del plancton, della flora e della fauna marine, della biodiversità dei fondali, delle grotte coralline e a promuovere attività di pesca e immersione sostenibili.
L’iniziativa evidenzia come la protezione dell’alto mare abbia ricadute dirette anche sugli ecosistemi costieri e sulle economie locali, rafforzando il legame tra governance globale e tutela dei territori.
Con l’entrata in vigore del cosiddetto “Trattato di Nizza”, la comunità internazionale compie dunque un passo decisivo verso una gestione condivisa e responsabile degli oceani, aprendo una fase nuova nella protezione del patrimonio marino mondiale.















