Questa volta a piedi, Danilo Radaelli ci accompagna, in un’assolata giornata di fine febbraio, a passeggio da Cagnes sur Mer a Villeneuve Loubet.
Villeneuve Loubet
Tra Nizza e Antibes, Villeneuve-Loubet racconta una storia che attraversa oltre duemila anni, dalle radici dell’antichità alle trasformazioni urbanistiche del Novecento.
In epoca romana il territorio apparteneva alla città di Antipolis.
A Vaugrenier gli scavi hanno restituito i resti di un santuario greco del II secolo a.C. e di un grande tempio romano edificato nel I secolo a.C. lungo la via Aurelia, asse strategico tra Italia e Gallia.
La nascita della signoria risale all’inizio del XIII secolo, quando i feudi di Gaudelet, Loubet e La Garde furono riuniti sotto la guida di Romée de Villeneuve, nobile catalano al servizio del conte di Provenza.
Intorno al 1230 fece costruire il castello, di cui resta l’imponente torrione pentagonale alto 33 metri e fondò il villaggio che prese il suo nome. Figura influente alla corte provenzale, Romée fu citato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia.
Nel XVI secolo, sotto i Lascaris, il borgo fu ricostruito dopo epidemie e carestie, trovandosi al centro delle guerre d’Italia tra l’imperatore Carlo V e il re Francesco I di Francia.
Occupato più volte dagli eserciti imperiali, il castello visse un momento cruciale nel 1538, quando Francesco I vi soggiornò per negoziare la Tregua di Nizza con Carlo V su iniziativa di Paolo III. Col tempo la fortezza perse la funzione militare e divenne residenza nobiliare.
Durante la Belle Époque Villeneuve-Loubet era un vivace centro agricolo di circa mille abitanti. Le terre irrigate dal Loup producevano ortaggi, vite, olivi e piante da profumo destinate a Grasse.
Nacque anche la vocazione turistica: escursionisti da Nizza e Grasse affollavano le rive del fiume, mentre l’arrivo del tram consolidò l’attrattività della località. Dopo la Grande Guerra vi soggiornò anche il maresciallo Philippe Pétain.
La svolta arrivò nel secondo dopoguerra, con la trasformazione in città residenziale e balneare. Emblema della nuova identità è la Marina Baie des Anges, realizzata tra il 1969 e il 1993 su progetto dell’architetto André Minangoy: un complesso ondulato attorno al porto turistico, classificato nel 2001 come patrimonio architettonico del XX secolo.
Dal torrione medievale alle architetture avveniristiche sul mare, Villeneuve-Loubet unisce memoria e modernità in un racconto urbano che attraversa i secoli.



























