Il bel tempo invoglia Danilo Radaelli a riprendere a pedalare di tutta lena. Questa volta la meta è stata Golf Juan con un’immersione nella natura inerpicandosi fra delle belle strade con poco traffico.
“Cima Coppi” il Colle Saint Antoine per poi scendere a Vallauris e tornare a Golf Juan a bordo mare.

Golf Juan
Ci sono luoghi che sembrano nati per essere fotografati. E poi attraversati lentamente, magari in bicicletta, seguendo il ritmo del mare.
Golfe-Juan appartiene a questa categoria: località-cartolina, vetrine luminose di un territorio che ha fatto del turismo la propria vocazione e dell’estetica una promessa mantenuta.
Il golfo che disegna questa porzione di Costa Azzurra ha dato il nome sia a Golfe-Juan, nel comune di Vallauris, sia a Juan-les-Pins, elegante quartiere della vicina Antibes.
Due anime diverse, unite dalla stessa linea d’orizzonte: quella che si apre sul Mediterraneo e che, nelle prime ore del mattino, regala ai fotografi una tavolozza di azzurri e oro difficili da dimenticare.

Golfe-Juan, quando la storia sbarca sulla spiaggia
Oggi è una stazione balneare ordinata e accogliente, punteggiata di porticcioli e spiagge sabbiose. Ma il 1° marzo 1815 Golfe-Juan era poco più di un villaggio di pescatori. Eppure proprio qui si consumò uno degli episodi più sorprendenti della storia europea.
Il 6 aprile 1814 Napoleone Bonaparte venne esiliato all’Isola d’Elba. Meno di un anno dopo, il 26 febbraio 1815, lasciò l’isola con un manipolo di uomini a bordo dell’Inconstant, salpando di notte e attraversando il mare senza incidenti.
Alle tre del pomeriggio del 1° marzo approdò proprio a Golfe-Juan, scegliendolo come porto sicuro per dare inizio alla sua ultima, clamorosa avventura politica: i celebri “Cento Giorni”.
L’obiettivo era Parigi, da raggiungere in fretta evitando le città monarchiche della valle del Rodano. La via prescelta fu quella alpina, un itinerario che nel 1932 avrebbe preso il nome di Route Napoléon.
Oggi è un tracciato amato anche dai ciclisti: salite impegnative, curve panoramiche, scorci che alternano mare e montagna. Pedalarvi significa attraversare non solo un paesaggio, ma una pagina di storia.

Tra obiettivi e pedali
Per chi ama la fotografia, questa porzione di Costa Azzurra è un esercizio continuo di composizione: le barche ormeggiate nel porto di Golfe-Juan, le architetture bianche di Juan-les-Pins, le scogliere frastagliate di Cap d’Antibes.
In bicicletta, la lentezza diventa alleata dello sguardo: ci si ferma dove la luce è più netta, si attende il passaggio di una vela, si rincorre un controluce sul mare.
Qui la cartolina non è un cliché, ma un punto di partenza. Perché dietro l’immagine perfetta si nasconde sempre una stratificazione di storie, di viaggi e di ritorni.
Anche quello, inatteso e audace, di un imperatore che scelse una piccola baia mediterranea per riscrivere, almeno per cento giorni, il proprio destino.


















