In Francia cresce il numero di condomìni che scelgono di affidarsi a un amministratore volontario, il cosiddetto syndic bénévole, per ridurre i costi di gestione e migliorare la trasparenza interna. Una soluzione semplice e sempre più apprezzata dai proprietari che vogliono assumere un ruolo attivo nella cura del proprio immobile.
Negli ultimi anni, anche grazie alle semplificazioni introdotte dalla legge SRU del 2000, la figura del sindaco non professionale è diventata un’opzione concreta per molte comproprietà.
L’Agenzia Nazionale dell’Habitat (Anah) sostiene persino questo modello con specifiche sovvenzioni.
Chi è e cosa fa l’amministratore volontario
L’amministratore volontario è un condomino eletto dall’assemblea generale, chiamato a svolgere le stesse funzioni di un professionista: gestione amministrativa, contabile e tecnica dell’edificio.
Tra i compiti principali rientrano:
- convocare e attuare le decisioni dell’assemblea;
- riscuotere le quote e pagare i fornitori;
- tenere la contabilità e i registri obbligatori;
- seguire i lavori e gestire eventuali sinistri;
- rappresentare legalmente la comproprietà.
A differenza di un professionista, non è tenuto ad avere una carta professionale né un conto bancario dedicato (eccezion fatta per la Corsica). Può operare gratuitamente oppure percepire un compenso, che deve essere votato dall’assemblea e formalizzato in un vero e proprio contratto.
Chi può candidarsi
Qualsiasi comproprietario può diventare amministratore volontario, indipendentemente dal tipo di unità posseduta (appartamento, negozio, garage) o dalla quota millesimale.
Serve però tempo, impegno e un minimo di competenze gestionali, qualità che possono essere supportate dal consiglio sindacale, spesso decisivo nell’affiancare un amministratore alle prime armi.
Un elemento da non sottovalutare: il volontario risponde personalmente degli atti compiuti durante il mandato.
Perché sceglierlo: i vantaggi di una gestione “in casa”
Il primo beneficio è economico: eliminare o ridurre i costi di un amministratore professionale può alleggerire sensibilmente le spese condominiali.
Ma ci sono anche vantaggi pratici:
- maggiore rapidità decisionale, perché chi gestisce vive l’edificio in prima persona;
- conoscenza diretta dei problemi della residenza;
- più trasparenza e partecipazione, elementi che spesso contribuiscono a ridurre tensioni e conflitti tra vicini.
Molte comproprietà scelgono inoltre di affiancare all’amministratore volontario un professionista esterno per pratiche complesse, come quelle legali o contabili, mantenendo però un controllo diretto sulla gestione.
In un mercato immobiliare sempre più attento ai costi, la figura dell’amministratore volontario rappresenta una soluzione flessibile, partecipata e spesso efficace.
Una modalità di gestione che premia il senso di comunità e l’impegno condiviso: ingredienti preziosi per la buona salute di qualsiasi condominio.














