Qual è la temperatura corretta da garantire in un’abitazione? Quando il riscaldamento può dirsi insufficiente o, al contrario, eccessivo e quali sono i diritti dell’inquilino? Ecco cosa prevede la normativa e quali passi compiere in caso di problemi.
La soglia minima: almeno 18 gradi al centro di ogni stanza
In linea generale, un impianto di riscaldamento è considerato insufficiente quando non consente di raggiungere almeno 18°C al centro di ciascun ambiente dell’abitazione.
Per gli immobili con permesso di costruire depositato dopo il 1° giugno 2001, la temperatura deve poter essere mantenuta stabilmente a 18°C in ogni stanza.
Se ciò non avviene, l’inquilino ha diritto di chiedere al proprietario un intervento per adeguare l’impianto.
Attenzione però: se la temperatura minima di 18°C è garantita, l’inquilino non può pretendere un aumento. Qualora decidesse di installare un riscaldamento supplementare per maggiore comfort, i costi restano a suo carico.
Il limite massimo: media non oltre i 19 gradi
Non esiste solo un limite minimo, ma anche uno massimo. In un alloggio riscaldato, la media delle temperature di tutte le stanze non può superare i 19°C.
Un impianto che non consente di oltrepassare questa media non può quindi essere considerato difettoso.
La temperatura va misurata:
- al centro della stanza
- a 1,5 metri dal pavimento
- considerando la temperatura dell’aria
Per calcolare la media complessiva occorre ponderare la temperatura di ciascun ambiente in base al suo volume.
Esempio pratico di un appartamento con due stanze
Stanza 1: 18°C, volume 20 m³
Stanza 2: 19°C, volume 25 m³
Si moltiplica ciascuna temperatura per il rapporto tra il volume della stanza e il volume totale (45 m³).
Il risultato finale sarà una temperatura media di 18,6°C, quindi conforme ai limiti.
Cosa fare se il riscaldamento è insufficiente (o eccessivo)
Se un controllo evidenzia una temperatura troppo bassa o troppo alta, l’inquilino deve:
Inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al proprietario (o all’agenzia che gestisce l’immobile), segnalando la situazione e chiedendo la regolazione dell’impianto.
In caso di mancata risposta, può rivolgersi al giudice competente per le controversie sulla locazione.
Il giudice, valutando il caso concreto, può anche disporre sanzioni o risarcimenti per il danno subito dall’occupante.
Un consiglio pratico
Se si ha la sensazione che in casa faccia troppo caldo o troppo freddo, è possibile effettuare un controllo autonomo della temperatura, oppure incaricare un tecnico, a proprie spese, per avere una misurazione ufficiale su cui basare eventuali contestazioni.
Garantire una temperatura adeguata non è solo una questione di comfort, ma anche di rispetto degli obblighi contrattuali e di legge. Conoscere i propri diritti è il primo passo per tutelarsi, sia da inquilini sia da proprietari.














