La battaglia sugli affitti turistici a Nizza entra in una nuova fase. Dopo la sospensione del piano di regolazione degli alloggi turistici da parte del Tribunale amministrativo, il sindaco Christian Estrosi ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato, promettendo norme ancora più restrittive per contenere il fenomeno delle locazioni brevi.
Nel frattempo, il deposito delle nuove domande resta congelato fino al 30 aprile.
La misura, approvata dalla Métropole Nice-Côte d’Azur nel dicembre 2025, prevedeva l’introduzione di quote annuali per gli alloggi turistici, con un tetto massimo fissato a 671 autorizzazioni. Il provvedimento è stato però contestato da due sindacati del settore, che hanno presentato ricorso sostenendo l’inadeguatezza del metodo di calcolo.
Il 29 gennaio il giudice dei référés ha sospeso il regolamento, sollevando dubbi sulla legittimità della base utilizzata per determinare le quote. Il sistema si basava infatti sul numero di residenze principali, escludendo le seconde case, anch’esse considerate abitazioni.
«Nulla mi farà arretrare», ha dichiarato Estrosi, ribadendo la volontà di regolamentare il mercato degli affitti stagionali. Secondo il sindaco, il principio delle quote non è in discussione: a essere contestato è solo il metodo di calcolo, lasciato dalla legge alla discrezione delle amministrazioni locali.
Se il Consiglio di Stato confermerà la sospensione, la Métropole dovrà approvare un nuovo sistema.
La regolamentazione si inserisce nel quadro della legge Le Meur, entrata in vigore nel novembre 2024 per limitare la crescita degli affitti brevi nelle aree a forte pressione abitativa.
A Nizza le quote dovevano applicarsi in quattro zone considerate “tese” — Vieux-Nice, Riquier/Port/Mont-Boron, centro città e zona ovest — con un limite pari all’1,5% delle abitazioni principali.
I professionisti del settore parlano di vittoria solo parziale e chiedono un nuovo confronto con le istituzioni per definire criteri più equilibrati. Nel frattempo, resta aperto il nodo centrale: come conciliare turismo e diritto alla casa nelle città più richieste.














