Danilo Radaelli, in sella alla bicicletta, ci conduce a Gilette, località ad una trentina di chilometri da Nizza.
Arroccato a oltre 400 metri di altitudine tra le valli del Var e dell’Estéron, Gilette si conferma uno dei borghi più suggestivi delle Alpi Marittime.
Dominato dalle rovine del suo antico castello e affacciato su un panorama che spazia per oltre 300 metri di dislivello, il paese offre scorci spettacolari che, nelle giornate più limpide, arrivano fino al Mar Mediterraneo.

Tornato alla Francia nel 1860 con l’annessione della Contea di Nizza, il borgo conserva un patrimonio storico di rilievo. Tra i principali punti di interesse spiccano i resti del castello dell’Aiguille, risalente al XIII secolo, e la chiesa di Saint-Pierre et de l’Assomption del XVII secolo.
A questi si aggiungono una colombaia ottagonale situata a nord del castello, il frantoio ottocentesco “Lou Défici”, diverse cappelle, tra cui quella di Saint-Pancrace e l’oratorio di San Giuseppe, costruito nel 1900.
Oltre al patrimonio architettonico, Gilette offre anche attrazioni naturalistiche di grande fascino. Tra queste, il suggestivo “Cherry Bridge” nelle gole dell’Estéron: un piccolo angolo di paradiso molto frequentato, grazie alla presenza di una piscina naturale raggiungibile con una passeggiata di circa 20-30 minuti dalla strada che collega il paese a Roquesteron.

Il cuore del borgo si scopre passeggiando tra vicoli tranquilli e case colorate, tipiche dell’architettura nizzarda.
Salendo verso il belvedere e la spianata del castello, lo sguardo si apre su un ampio panorama che abbraccia montagne, corsi d’acqua e una campagna ancora incontaminata, dove l’ulivo resta simbolo identitario e risorsa storica del territorio.
Il paesaggio circostante è caratterizzato da una vegetazione mediterranea rigogliosa: pini, lecci, fichi, viti e lentischi ricoprono i pendii calcarei, un tempo intensamente coltivati a olivo. Oggi, il verde scuro dei pini si alterna al grigio argenteo degli uliveti, creando un contrasto cromatico di grande impatto visivo.
Lo sguardo si estende fino al fondovalle, dove i terreni pianeggianti sono stati recuperati per l’orticoltura, mentre sulla riva destra dell’Estéron si sviluppa un’ampia area boschiva intervallata da uliveti e antichi ovili in pietra.
Più in lontananza compaiono i primi insediamenti moderni, collegati da strade che seguono il corso dei fiumi e da ponti che attraversano l’Estéron fino alla sua confluenza nel Var.
Gilette si presenta così come un equilibrio riuscito tra storia, natura e tradizione, capace di offrire un’esperienza autentica nel cuore delle Alpi Marittime.
























