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Ambiente | 22 maggio 2026, 19:00

Costa Azzurra: alla scoperta del territorio. Castellar (Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del Dipartimento delle Alpi Marittime. Le foto sono di Danilo Radaelli

Castellar, fotografie di Danilo Radaelli

Castellar, fotografie di Danilo Radaelli

Danilo Radaelli ha pedalato fino a Castellar e ci presenta un borgo quanto mai interessante, non distante dall’Italia, nei pressi di Menton.



Castellar
C’è un punto, sopra Menton, in cui il Mediterraneo si apre come una quinta teatrale e le Alpi scendono a sfiorarlo con discrezione.

È Castellar, borgo sospeso su uno sperone roccioso a pochi chilometri dal confine italiano: un luogo che invita a rallentare, a salire in bicicletta con passo costante e a guardare, davvero, ciò che si attraversa.

Il ritmo della salita, la misura dello sguardo
Arrivare a Castellar in bici significa conquistarlo. La strada che si arrampica da Mentone è breve ma intensa, un nastro d’asfalto che alterna curve e scorci improvvisi sulla baia di Garavan.

È proprio qui che la fotografia trova il suo tempo ideale: quello della fatica, del respiro che si regola, dello sguardo che si posa più a lungo. Non c’è fretta, e ogni tornante diventa un punto di vista.



Il borgo, con le sue facciate dipinte di giallo e arancio, restituisce una luce calda, quasi pittorica. I passaggi voltati, le fontane ottocentesche, i lavatoi e i dettagli barocchi del palazzo Lascaris raccontano una storia che non è solo architettura, ma stratificazione di vite e confini.

Diecimila anni in pochi chilometri
La presenza umana qui risale a oltre diecimila anni fa, testimoniata dal sito preistorico di Pendimoun.

Nel Medioevo, Castellar divenne uno dei “castellaras” lungo la via tra Sospel e l’Italia, un presidio strategico segnato da guerre e passaggi di potere. Il feudo dei Lascaris-Ventimiglia ha lasciato tracce profonde: palazzi, cappelle, e una memoria che si intreccia con quella del vicino Piemonte e della Liguria.

Dalla Rivoluzione francese al terremoto del 1887, fino ai combattimenti della Seconda guerra mondiale, questo lembo di terra ha conosciuto fratture e rinascite. Oggi accoglie escursionisti e ciclisti, trasformando la sua storia in paesaggio.



Tra cappelle e sentieri: itinerari da fotografare
Il cuore del paese è raccolto attorno alla chiesa di San Pietro, più volte ricostruita, custode di dipinti seicenteschi e settecenteschi.

Ma è fuori dal centro che Castellar svela la sua vocazione più autentica: quella di crocevia lento.

I sentieri GR51 e GR52 attraversano il territorio, collegando il mare alle cime delle Alpi Marittime.

La salita verso il colle e la cappella di Saint-Bernard, a 760 metri, è un piccolo classico per chi pedala con spirito esplorativo: un’ora di cammino o una pedalata impegnativa che ripaga con una vista ampia, quasi verticale sul Mediterraneo.



Fotografia e bicicletta: una stessa grammatica

Castellar è un esercizio di equilibrio: tra salita e contemplazione, tra passato e presente, tra Francia e Italia. Per chi fotografa, è un laboratorio di luce mediterranea e geometrie medievali. Per chi pedala, è una conquista breve ma intensa.

E forse è proprio questa la sua forza: non essere una meta da consumare, ma un luogo da attraversare lentamente, lasciando che siano le ruote — e lo sguardo — a trovare il ritmo giusto.

Beppe Tassone

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