Nuova pedalata per Danilo Radaelli che ci accompagna alla scoperta di un bellissimo villaggio dell’entroterra nizzardo, Gourdon, con una puntata, tanto per non rinunciare ad una scalata, fino al Col de l’Êcre.

Gourdon, il balcone di pietra dove la bicicletta incontra il Mediterraneo
Ci sono luoghi che si conquistano con il fiato corto e altri che ripagano ogni metro di salita con una fotografia destinata a rimanere nella memoria. Gourdon appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Arroccato a 760 metri d'altitudine su uno sperone roccioso dell'entroterra nizzardo, questo piccolo borgo medievale domina la Vallée du Loup come una vedetta immobile nel tempo, offrendo uno dei panorami più spettacolari della Costa Azzurra.
Per chi viaggia in bicicletta rappresenta una meta iconica. Le strade che salgono verso il villaggio attraversano profumati boschi mediterranei, tornanti sospesi e scorci che si aprono progressivamente fino a lasciare spazio, all'arrivo, a una vista che spazia dal blu del Mediterraneo fino alle cime delle Prealpi.
Nelle giornate più limpide lo sguardo raggiunge persino le isole di Lérins e il profilo rossastro del massiccio dell'Esterel, regalando ai fotografi una luce e una profondità difficili da dimenticare.

Inserito tra i "Borghi più belli di Francia", Gourdon conserva intatto il fascino delle sue origini medievali.
Le viuzze acciottolate, gli archi in pietra, le piccole piazze fiorite e le antiche fontane raccontano una storia che affonda le proprie radici nel IX secolo, quando il villaggio nacque come presidio militare destinato a controllare l'intera vallata e a difendere la Provenza dalle invasioni.
A dominare il profilo del paese è il castello, costruito sulle fondamenta della fortezza originaria e trasformato nei secoli dalle grandi famiglie nobili provenzali.
Sebbene oggi non sia visitabile, continua a rappresentare il simbolo di Gourdon.
Ai suoi piedi si estendono gli eleganti giardini attribuiti ad André Le Nôtre, il celebre architetto paesaggista della corte di Luigi XIV, dove la rigorosa geometria francese dialoga con la vegetazione mediterranea.
Ma Gourdon non è soltanto una destinazione da ammirare. È anche un luogo da osservare con calma, macchina fotografica al collo, lasciandosi guidare dalla luce che cambia durante la giornata.
Al mattino le prime ombre scolpiscono i vicoli in pietra; nel pomeriggio il sole illumina la costa con riflessi intensi; al tramonto, invece, il villaggio si trasforma in una terrazza naturale sospesa tra il cielo e il mare, offrendo immagini che sembrano uscite da un dipinto.

L'atmosfera autentica si ritrova anche nelle botteghe artigiane, dove sopravvivono mestieri antichi.
I laboratori del vetro soffiato modellano opere uniche ispirate ai colori della Provenza, mentre ceramisti, produttori di saponi e profumieri mantengono vive tradizioni che fanno di questo borgo una piccola capitale dell'artigianato locale.
Passeggiare tra le vetrine significa immergersi in un patrimonio fatto di gesti lenti, manualità e creatività.
Anche il gusto racconta il territorio. Miele di lavanda, confetture artigianali, essenze naturali e oli essenziali rappresentano il lato più genuino di una cultura che continua a valorizzare le produzioni locali e i profumi della macchia mediterranea.
Per il cicloturista, Gourdon è molto più di una semplice meta. È una conquista. Per il fotografo, è un punto di osservazione privilegiato dove la luce della Costa Azzurra incontra la pietra dei villaggi medievali.
Per entrambi, è uno di quei luoghi capaci di ricordare perché, a volte, le strade più belle sono proprio quelle che salgono.

























