Un grave attentato ha colpito, nella serata del 29 giugno, l'uomo d'affari ucraino Vadym Yermolaiev e la sua famiglia a Monaco.
L'esplosione è avvenuta all'ingresso di un edificio residenziale, mentre Yermolaiev, la sua compagna e il loro figlio di 13 anni stavano rientrando a casa. Secondo le autorità del Principato di Monaco, il dispositivo esplosivo era stato collocato all'ingresso dell'edificio.
L'indagine aperta dalla Procura di Monaco è stata qualificata come tentato omicidio premeditato e non come atto di terrorismo. Gli investigatori ritengono che le vittime siano state prese di mira deliberatamente.
La compagna dell'uomo d'affari ha riportato gravissime ferite agli arti inferiori. Secondo quanto riportato da diversi media ucraini, a causa della gravità delle lesioni i medici sono stati costretti ad amputarle entrambe le gambe. La donna resta ricoverata in condizioni critiche in ospedale a Nizza.
Vadym Yermolaiev ha riportato ustioni e ferite provocate dalle schegge dell'esplosione, ma, secondo le più recenti informazioni pubbliche, la sua vita non è in pericolo. Anche il loro figlio tredicenne è rimasto ferito, ma le sue condizioni sono stabili.
Le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza mostrerebbero un uomo che ha lasciato un dispositivo esplosivo nascosto in uno zaino all'ingresso dell'edificio, per poi darsi alla fuga. Il sospettato è ancora ricercato, ma senza risultati.
Negli ultimi giorni sono emerse sulla stampa diverse ipotesi riguardo a un possibile collegamento tra l'attentato e la criminalità organizzata o le controverse attività imprenditoriali di Yermolaiev. Finora, tuttavia, queste informazioni non hanno ricevuto alcuna conferma ufficiale e restano semplici piste investigative.














